Tarquinia (VT) – Ruderi della Cattedrale di S. Pietro presso Cencelle o Leopoli

Tarquinia (VT) - Ruderi della Cattedrale di S. Pietro presso Cencelle o Leopoli 

- Testi elaborati da TESORI DEL LAZIO (05-2010)

Per porre fine alle sofferenze dei cittadini di Centocelle (l'attuale Civitavecchia) che a seguito dell'invasione Saracena, erano costretti ad abbandonare le case e a disperdersi tra i monti ed i boschi circostanti, Papa Leone IV fondò la città di Leopoli nell'854.

Insieme alla popolazione della Centumcellae romana (o Centocelle) si era trasferito nella nuova città di Leopoli, anche il Vescovo, Domenico, presente al concilio indetto nell’853 dal pontefice Leone IV, un anno prima della consacrazione ufficiale di Leopoli. Nella nuova città fu costruita una grande cattedrale e, per mantenere le tradizioni e far sentire gli abitanti come a casa, nel nuovo complesso episcopale fu addirittura mantenuta la medesima dedica a San Pietro come per l’antica cattedrale della Centumcellae romana.

Secondo documenti dell’epoca, Domenico, il Vescovo della nuova civitas Centumcellensis, risulta ancora presente negli atti del concilio indetto nell’861 dal papa Nicolò I. Ma la  voglia di tornare nella vecchia città era troppo grande e dopo solo 36 anni così avvenne…

Una bellissima cattedrale abbandonata e pericolante viene defunzionalizzata e trasformata in carcere. Nella cripta, riadattata per realizzarvi all'interno più celle, si scorgono sull'intonaco le tacche incise dai prigionieri per scandire il lungo tempo dell'isolamento...

Dopo il rientro a casa di gran parte della popolazione dell’antica Centumcellae romana (l'odierna Civitavecchia) con la fondazione nell’889 della nuova città di Civitas Vetula, Cencelle/Leopoli sopravvive con alterne vicende e con i continui contrasti con Corneto (attuale Tarquinia).

La cattedrale diventa pericolante e viene defunzionalizzata trasformandola in carcere. In particolare la cripta viene riadattata per realizzarvi all'interno più celle e i fori praticati sulle sue pareti lo testimoniano. Mentre sull'intonaco, conservato, l'occhio attento potrà ancora oggi scorgere le tacche incise dai prigionieri per scandire il tempo cercando di combattere l’insofferenza all’isolamento.

Nel 1462 la scoperta dei giacimenti di alunite nelle montagne di Tolfa, imprime la definitiva rinascita della Civitas Vetula e la fine di Cencelle.

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