COMUNE Sutri

Sutri (VT) – Torre degli Arraggiati

Sutri (VT) - Torre degli Arraggiati 

- Testi elaborati da TESORI DEL LAZIO (05-2013)

Sutri, borgo medievale di origini etrusche, è ricordata con il nome di Suteria tra le «submansiones de Roma usque ad mare» che l'arcivescovo di Canterbury, Sigerico, alla fine del X secolo indicava come tappe del viaggio di ritorno da Roma verso la sede vescovile (tra Bacane – Baccano – e Furcari – Forum Cassii), ovvero lungo l'antica Via Francigena.

Nel medioevo Sutri era così importante che si espanse anche al di sotto del pianoro originale, lungo la vallata tra la porta San Pietro e l’anfiteatro, creando il borgo Sutrino, e con esso si resero necessarie anche le opere di fortificazioni. Apparvero così mura che proteggevano i numerosi laboratori di artigiani, ospizi, locande, chiese, alberghi, monasteri, ospedali,... Si contavano 5 monasteri, 12 alberghi, 8 ospedali e addirittura quasi 70 tra chiese e chiesucole.

Ma Sutri fu anche al centro delle lotte tra guelfi e ghibellini che culminarono con l’assedio da parte del comandante di ventura Niccolò Fortebraccio, detto “della Stella”, e nipote di Braccio da Montone.

Assedio che terminò con la respinta da parte della città e una prima vittoria, ma che fece solamente indispettire Fortebraccio, il quale, nel luglio 1433, nemmeno 30 giorni dopo, riesce a mettere a ferro e fuoco il sottostante borgo minore di Sutri. Il destino di questa parte del borgo è definitivamente segnato con la distruzione quasi completa con l’alluvione del 1493 e un ultimo uragano del 1654 che ha cancellato quasi ogni traccia.

Pochissimi i resti ancor oggi visibili, tra cui quanto rimane di un edificio religioso, una torre campanaria, appartenente al monastero di Santo Stefano. Alcuni studiosi, sulla base del tipo di malta e fattura dei blocchi di tufo, la datano tra il XII ed il XIII secolo. La torre fu detta anche di San Paolo per la successiva appartenenza al più piccolo convento omonimo, ma forse è più nota come torre degli Arraggiati, il cui nome potrebbe derivare secondo la tradizione dal fatto che il convento ospitò frati dell'ordine dei Carmelitani. Questi, provenienti dalla Sicilia e quindi da un luogo distante, furono per questo motivo denominati localmente come "arrabbiati" che in dialetto siciliano si dice "arraggiati”...
Il rudere della torre spicca per la grazia del suo portale, a triplice arco ogivale acuto e concentrico, poggiante su altrettanti pilastrini con capitelli con foglie d’acanto e motivi vari che lo ingentiliscono.

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