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Roma (RM) – Loc. Ostia – Tor Boacciana

Roma (RM) - Loc. Ostia - Tor Boacciana 

- Testi elaborati da Tesori del Lazio (01-2011)

 

Una torre, restaurata dall’odiato predecessore Papa  Martino V, salva il fuggiasco pontefice Eugenio IV nel 1434, che, travestito da monaco, scappa da Roma lungo il Tevere prima di prendere un vascello fiorentino…

 

 

“Et postea intravit Tyberim: ad cuius introitum est turris pulcerrima sed solitaria. Et sunt ibi ruine maxime muro rum antiquorum….” così descrisse il cronista del XII secolo Hoveden Rogerus, conosciuto anche come Roger of Hoveden, nei Gesta Regis Ricardi, l’arrivo ad Ostia di Riccardo Cuor di Leone per via mare il 25 Agosto del 1190.

Presso l’antica foce naturale del Tevere, sopra un complesso di edifici di età romana, presumibilmente legati ad attività portuali, sorge una torre medievale con funzioni di avvistamento e di controllo.

Il suo nome “Boacciana” deriverebbe dal nome della ricca famiglia romana dei Bobazani che aveva in questa zona numerosi possedimenti e il noto casale Bovacciani, riportato in documenti del XIV secolo sul territorio ostiense. Secondo alcune fonti CenciuS Bobazanus all’inizio del XII secolo possedeva un castello proprio su questo sito.

La torre, andata in disuso, fu restaurata da Papa Innocenzo VII nel 1406 e poi completamente restaurata di nuovo dal Papa Martino V nel 1420. Fu postazione di vedetta attiva fino al XVI secolo…

 

Una delle ultime azioni militari, prima di cessare il proprio ruolo di vedetta, fu nel 1550 quando, con alcuni colpi di cannone, riuscì a mettere in fuga 2 navi di pirati algerini, distaccatisi dal terribile capo pirata Dragut, il successore del pirata Barbarossa… Erano tempi duri di saccheggi e violenze e una torre spesso poteva rappresentare la salvezza…

 

 

Posta sulla sponda sinistra del Tevere, su un nucleo di calcestruzzo, appartenente secondo alcuni studiosi al basamento di un antico faro costruito all’epoca dell’imperatore Traiano (98-117 d.C.), di forma rettangolare e in laterizio frammisto a poche scaglie marmore ebbe diversi ruoli col passare dei secoli, da torre di guardia sul fiume a luogo di dazio fino a divenire ricovero per viandanti e pastori.

Con molta probabilità potrebbe essere la stessa bellissima torre avvistata da Riccardo Cuor di Leone nell’agosto del 1190, quando sbarcò sul litorale ostiense durante il viaggio verso la terza Crociata. Andata in disuso, fu restaurata da Papa Innocenzo VII nel 1406 e poi completamente restaurata di nuovo dal Papa Martino V nel 1420.

Fu postazione di vedetta attiva fino alla seconda metà del XVI secolo, ma, a causa dello straripamento del Tevere del 1557, con la conseguente deviazione del fiume e l’allontanamento della linea di costa di quasi 1 chilometro, la torre perse la sua valenza strategica anche se assunse in maniera temporanea fino al 1568 il ruolo di sede della dogana pontificia e luogo di pagamento delle gabelle.

Tale ruolo fu poi assegnato alla neoedificata Tor San Michele, posta più a valle per seguire lo spostamento della linea di costa.

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