COMUNE Nemi

Nemi (RM) Il Borgo

Nemi (RM) - Il Borgo

Il territorio apparteneva anticamente alla città latina di Aricia. Era famosa già in età antica per il tempio di Diana Aricina o Nemorense, consacrato alla Dea Diana, divinità tutelare principalmente dei boschi e della fertilità e centro religioso della Lega Latina. In età romana il tempio di Diana continuò ad essere famoso e frequentato per le sue capacità di guarigione, anche in assenza di un vero centro abitato. Ancora nel 300 d.C. Nemi non risultava essere connotata da un vero centro abitato quanto nominata come “massa Nemus” cioè un podere o di poderi appartenenti ad un unico proprietario. Il paese cominciò ad esistere solo quando fu edificato il castello, attorno al nono secolo  ad opera della potente famiglia deiconti di Tuscolo che conquistò l’area agricola nella valle del lago. Nacque così il "castrum Nemoris", cioè "la cittadella del bosco". La popolazione di contadini e pescatori che viveva sparsa nella valle del lago trovò a quel punto stanziarsi nelle vicinanze del castello .Ai Conti di tuscolo subentrarono nel 1090 i Frangipane, nel 1153 papa Anastasio IV concesse il castello ai monaci cistercensi dell'abbazia delle Tre Fontane sulla via Laurentina., Durante lo Scisma d'Occidente (1378-1417) l'antipapa Clemente VII concesse a Giordano Orsini, feudatario di Marino, la signoria di Nemi. All'inizio del Quattrocento papa Bonifacio IX concesse Nemi ed altri feudi a Tebaldo Annibaldi di cui poi famiglia tenne il possesso con alterne vicende sino a che  nel 1423 i cistercensi ne affittarono il feudo al nipote di papa Martino V, Giordano Colonna. I colonna acquistaroeno definitivamente il feudo nel 1428. Già nel 1479 i Colonna vendettero a scopo di garanzia i feudi di Nemi e Genzano di Roma al cardinale Guillaume d'Estouteville.  Nel 1501 papa Alessandro VI concesse ai propri nipoti Giovanni e Rodrigo Borgia diversi feudi  tra cui Nemi. Alla caduta dei Borgia Nemi tornò ai Colonna. Nel 1550 Ascanio I Colonna vendette con diritto di retrovendita il feudo  a Giuliano Cesarini, il quale nel 1559 rivendé il feudo a Marcantonio II Colonna che già nel 1560 lo rivendé con lo stesso patto di retrovendita a Silverio de Silveriis Piccolomini. Dopo che nel 1566 subentrò nella proprietà Francesco Cenci nel dicembre 1571 Marcantonio Colonna, rinunciò al diritto di retrovendita e Nemi  venne venduta a Muzio Frangipane, al cui figlio Mario si deve la realizzazione delle opere pubbliche e dei monumenti più importanti del paese. Alla sua morte nominò erede confidenziale il cardinale Antonio Barberini, che in seguito rispettò le volontà del defunto donando il feudo ai Frangipane di Croazia. Il marchesato di Nemi pervenne così a Nicola Frangipane, duca di Tersat. Ai croati subentrarono i Frangipane friulani, ed infine l'ultimo esponente di questa famiglia, Antigono Frangipane, nel 1781 vendette Nemi a Luigi Braschi Onesti, nipote di papa Pio VI il papa elevò il feudo a  ducato. Dopo la parentesi della Repubblica Romana (1798-1799) e dell'occupazione napoleonica (1807-1814), il feudo tornò ai Braschi: Pio Braschi nel 1835 decise di vendere Nemi a Giulio Cesare Rospigliosi con diritto di retrovendita, per tornarne in possesso alcuni anni dopo.

 

- Sintesi testi tratti da Wikipedia -

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