Montorio Romano (RM) – Eremo di S. Angelo

Montorio Romano (RM) - Eremo di S. Angelo  

- Testi elaborati da Tesori del Lazio (06-2010)

All’interno del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili, non molto distante dal centro abitato di Montorio Romano, nascosto tra i boschi di roverelle, cerri e pruni si rivela quello che rimane del convento di Sant’Angelo.

Il sito, nonostante i restauri di qualche anno fa, purtroppo oggi versa in uno stato di totale abbandono. Questo luogo rimane caro alla popolazione locale per 2  diverse vicende: quella legata alla figura del Beato Amadeo Portoghese (1420-1484) che scelse questo luogo per raccogliersi in preghiera e quella più moderna, legata all’enigmatica figura del capo religioso Davide Lazzaretti (1834-1878), padre dei seguaci giurisdavici. 

Il sito, situato sulle pendici del Monte Pelato, era stato scelto dal Beato Amadeo João da Silva e Menezes detto anche  Amadeo Portoghese (1420-1484), per raccogliersi in preghiera. All’inizio fu costruita solo la cappellina all’interno di una grotta naturale dedicata a S. Michele Arcangelo, alla quale successivamente si aggiunse un romitorio. I francescani Amadeiti del vicino convento di  S. Maria delle Grazie in Ponticelli contribuirono a trasformare il romitorio in un nuovo vero e proprio convento.

Il vicino convento di Santa Maria delle Grazie fu eretto nel 1478 per volere di Raimondo Orsini, conte di Nerola, per grazia ricevuta. Scelse Ponticelli, un luogo non molto distante da Montorio Romano, in un dormitorio dove il Beato Amadeo era solito rifugiarsi. Nel convento si stabilì la congregazione degli Amadeiti che contribuì alla diffusione e costruzione di eremi e conventi nella Sabina e che fu soppressa da Papa Pio V nel 1566.

Tra i boschi del Monte Pelato, nel Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili, l’eremo di S. Angelo ormai diruto e abbandonato dai francescani ebbe un secondo momento di “notorietà”. Nel 1868 Davide Lazzaretti di Arcidosso (Monte Amiata), dopo il fallimento di un suo incontro con Papa Pio IX, si rifugia proprio nel Convento abbandonato di S. Angelo. Per 47 giorni vive in preghiera e totale digiuno nella grotta del convento, dopo aver fatto murare l’accesso. Qui ebbe la visione più importante della sua vita: disse di aver visto S. Pietro che gli impresse sulla fronte il marchio a conferma divina della sua missione (due C rovesciate separate da una croce). Tale segno è tutt’ora il simbolo della Chiesa Giurisdavidica.

I fedeli del culto “Davidiano” ancora considerano questa grotta come un luogo sacro ed è meta di frequenti pellegrinaggi, testimonianza di ciò sono le numerose pietre del Monte Labbro (versante sud ovest del Monte Amiata dove c’è la Turris Davidica del 1859, le rovine della loro chiesa e dell’eremo) cementate all’interno della primordiale celletta.

Visualizza "Montorio Romano (RM) – Eremo di S. Angelo"
sulla nostra mappa interattiva

Nei dintorni....

Richiedi maggiori informazioni

CAPTCHA Image
C'è un Tesoro in ogni dove
Scopri la nostra Mappa Interattiva

Associazione Sportiva Dilettantistica e Culturale "Tesori del Lazio" - © Tutti i diritti riservati -
C.F. 97678830585 - Via Laura Mantegazza 45 - 00152 ROMA - Fax 06 99335415 - Iscriz. n. 164063 del Registro Nazionale CONI e Affiliata CSEN

web design Easy Grafica