Castel Sant Elia (VT) Basilica di Sant Elia

Castel Sant’Elia (VT) - Basilica di Sant’Elia

La Basilica sorge in un’ansa al centro della profonda forra della Valle Suppentonia, nella quale durante il IV e V secolo compare il fenomeno della vita eremitica in abitazioni rupestri. La valle Suppentonia ospitò i primi Anacoreti che introdussero la vita religiosa in occidente. Dominato dalle rupi di S. Anna e di S. Michele, Il tempio, monumento nazionale, è in puro stile romanico.
Tradizione vuole che la chiesa sorga nel luogo dove l'imperatore Nerone fece innalzare un Tempio a Diana Cacciatrice, e che, già nel periodo etrusco, qui sorgesse un Delubro (cioè un tempio pagano in cui i sacerdoti durante i sacrifici usavano lavarsi le mani come parte del rituale sacro) dedicato a Pico Marzio. La prima notizia relativa alla Basilica la ritroviamo nei "Dialoghi di Gregorio magno" e si puo' ipotizzare in base alle evidenze archeologiche e architettoniche che il periodo di massimo splendore della Basilica si ebbe intorno al sec. X.

Un'altra testimonianza documentaria cita una cerimonia di consacrazione avvenuta sotto un tal abate Bovone che governò il monastero negli anni di papa Onorio II (1124 -1130). La chiesa, completamente di tufo, presenta una facciata a doppio spiovente di semplice struttura con archetti pensili. Nella parte inferiore si mostrano 3 portali di tipo benedettino con elementi scultorei romani o altomedievali. L'interno è a tre navate su colonne con i capitelli di reimpiego. Gli unici capitelli medievali sono quelli di controfacciata. Il capitello presente subito a destra è alquanto originale: è scolpito a rappresentare una serie di figure umane completamente nude ad esclusione di un elmo normanno con un lungo nasale. Le figure si tengono per mano, con le braccia incrociate come in una danza o un rito ed in alcune spicca un vistoso attributo maschile. Il capitello è probabilmente databile intorno all’VIII secolo. La presenza di figure umane nude e nell’atto di ostentare il sesso si ritrova su capitelli  e altri elementi architettonico decorativi di molte chiese medievali; Tali immagini avevano spesso un ruolo educativo, che stigmatizzava la sessualità irregolare ed esagerata. Anche nella decorazione a rilievo lungo uno degli stipiti del portale centrale appaiono figure di uomini nudi con il sesso pronunciato.

Di particolare interesse le pitture parietali della fine del XI e inizi del XII secolo, conservate nel transetto di destra e nell'abside a firma dei pittori (fratelli) Giovanni e Stefano e del loro nipote Nicola, come attestano le loro firme nell'abside ai piedi del Cristo.

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