COMUNE Tolfa

Tolfa (RM) – ruderi del Castello dei Frangipane

Tolfa (RM) - ruderi del Castello dei Frangipane

- Testi elaborati da TESORI DEL LAZIO (02-2011)

I vecchi tolfetani ancor oggi lo chiamano lo "Scojo” e in una poesia del 1532, Annibal Caro descrive la Tolfa come “una bicocca” e del castello dice: "…ha ‘n cima al cocuzzol d’un macigno un pezzo di sfasciume di una rocca…”

Tolfa, alta su uno sperone roccioso che guarda tutta la vallata, è dominata dai suggestivi ruderi del Castello dei Frangipane della metà del XV secolo, di cui spicca la rocca cilindrica svasata in basso, attualmente ricostruita secondo il modello di rocca esistente nelle mura cittadine medievali situate più in basso.

Del castello, all’interno di mura merlate, rimane il mastio cilindrico, in blocchetti squadrati di pietra locale, e parte del corpo centrale che doveva essere alto almeno tre piani , dove si riconosce un seminterrato con feritoie, un grande salone centrale al pianterreno, coperto a crociera, e un piano sovrastante, ipotizzabile da alcuni inserti in alto nel muro esterno.

Dal rapporto del Gen. Merlin del 16 marzo 1799 “…I briganti ristretti nelle ruine del vecchio castello, la di cui posizione era quasi inaccessibile, vi si difesero con furia…”. I Tolfetani che si erano ribellati agli “invasori” francesi erano chiamati briganti…

Il paese si sviluppò intorno ad un fortilizio intorno all’anno 1000. Da un atto di sottomissione a Corneto (odierna Tarquinia) risulta, che il castello col borgo nel 1202 si chiamasse Tolfavecchia o Tulfa Veteris, ma solo per distinguersi da un altro castello che era sorto poco lontano col nome di Tolfanova. Dopo alterne vicende passò al ramo dell’antica famiglia dei Frangipane nel 1448, che fece forti lavori di ristrutturazione del castello. Ma dopo la scoperta dell’allume nel 1461 con la rinnovata e crescente importanza di tali luoghi Tolfa diventa oggetto di forti contese. Nel 1469 papa Paolo II acquista tutto il feudo e da quel momento i castellani sono di nomina pontificia.

Agli inizi del XVI secolo Agostino Chigi, nobile senese, lo spogliò delle artiglierie portandole a Porto Ercole e Talamone, cessò così anche la manutenzione del Castello…

Resistette all'invasione dei Francesi nel 1798, e in quell’anno rappresentò un ultimo baluardo dei ribelli (chiamati all’epoca briganti) contro i francesi fino il 14 marzo 1799 quando fu distrutta, insieme a gran parte delle case medievali del paese, dalle stesse truppe francesi nel 1799 a seguito della repressione di una rivolta di alcuni centri del Lazio contro la Repubblica Romana.

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