COMUNE Subiaco

Subiaco (RM) – Monastero di S. Benedetto (Sacro Speco)

 Subiaco (RM) - Monastero di S. Benedetto (Sacro Speco)

- Testi elaborati da Tesori del Lazio (07-2010)

Il monastero di San Benedetto a Subiaco (RM), alto come un "nido di rondini" sulla Valle dell'Aniene, per la sua suggestione fece esclamare a Francesco Petrarca la frase: "Questa è la soglia del Paradiso!" (Paradisi limen!)

Il complesso monastico sorge sul Sacro Speco, la grotta sul monte Talèo dove S. Benedetto (Norcia 480 - Montecassino 547) condusse i primi tre anni di vita eremitica. Il monastero è noto per motivi storico-religiosi, legati alla figura del Santo e all’origine dell’ordine monastico, e per motivi artistici, per la particolare struttura architettonica e la ricchezza delle decorazioni.

Si giunge al Sacro Speco attraverso una scalinata immersa in un boschetto di lecci. Si entra da una porticina gotica che introduce al loggiato per arrivare alla Sala del Capitolo Vecchio, ricca di dipinti della scuola del Perugino, risalenti alla prima metà del XVI secolo.
Si accede così alla Chiesa Superiore con affreschi della scuola senese rimaneggiati nel XIV secolo che riproducono scene della vita di Gesù e con affreschi della scuola umbro-marchigiana del sec. XV con scene della vita di San Benedetto, tra cui il Santo che sanguina tra le spine, il tentato avvelenamento dei monaci di Vicovaro e la Guarigione del monaco accidioso.
Anche le pitture del Transetto appartengono alla scuola umbro-marchigiana e riprendono scene di San Benedetto con Santa Scolastica. Si scende così alla Chiesa Inferiore, a due piani, dalle pareti ricoperte di pitture della scuola popolare romana del secolo XIII. Infine dalla Chiesa inferiore si accede al Sacro Speco (o Santa Grotta) dove S. Benedetto trascorse tre anni di vita eremitica.
Da una scala a chiocciola si arriva alla cappella di San Gregorio dove si trova un affresco del Magister Conxolus (XIII sec.) che rappresenta Santa Chelidonia, l’eremita benedettina vissuta nella grotta di Morra Ferogna nel XII secolo e l’affresco di San Francesco d’Assisi, rappresentato senza aureola né stimmate, quindi forse dipinto quando il Santo era ancora in vita e prima del 1224 (anno in cui ebbe le stimmate). Altre stupende architetture e pitture si incontreranno poi nelle successive cappelle e nelle grotte che caratterizzano questi luoghi sacri…

Sorto come santuario rupestre del IX secolo, agganciato alla roccia, il monastero è, attualmente, di proprietà del Demanio dello Stato, ma vi vivono i monaci benedettini che continuano attivamente la vita monastica secondo la regola di S. Benedetto.

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