COMUNE Subiaco

Subiaco (RM) – La rupe di Morra Ferogna

Subiaco (RM) - La rupe di Morra Ferogna

- testi elaborati da TESORI DEL LAZIO (05-2014)

In età preromana la Valle dell’Aniene fu abitata, secondo Virgilio, come riporta nell’Eneide al libro VII (vv. 746 e successivi), dal popolo degli Equi che viveva di pastorizia, agricoltura e caccia. Virgilio li chiamò abitanti del gelido Aniene o Aequicoli. Gli Equi appartenevano al gruppo linguistico osco-umbro e stanziavano sostanzialmente tra l’Abruzzo ed il Lazio orientale. In questi territori, secondo gli studiosi, molte sono le testimonianze della loro occupazione, tra cui le numerose cinte di mura fortificate in opera poligonale. Gli Equi preferivano la difesa all’attacco e si rifugiavano su alte cime fortificate da cinte di mura. Per circa 2 secoli, gli Equi con i Volsci, furono gli odiati antagonisti dei romani, tanto che Livio (Libro III, 22) li chiama “eterni nemici dei romani”. Nel 304 a.C. tutti gli oppida degli Equi furono incendiati, e così gli Equi furono soggiogati definitivamente. La popolazione risparmiata formò la Tribù Aniense.

Nello spettacolare ambiente del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, tra la stretta valle dell’Aniene, vicino Subiaco, il verde delle montagne è interrotto da un grosso masso roccioso di forma rettangolare. La zona è indicata col toponimo Mora Ferogna o Morra Ferogna. Il primo termine stà ad indicare il masso roccioso, la rupe, il secondo, secondo molti studiosi, deriverebbe dalla corruzione del nome Feronia.

La dea della foresta e delle acque era venerata dagli Equi proprio in questo particolare luogo, utilizzato come “ara sacra”. La dea Feronia era infatti una divinità italica protettrice dei boschi e delle messi poi divenuta con i romani la dea della fertilità.

I luoghi sacri del mondo antico, come la Mora Ferogna, venivano individuati grazie alla presenza di particolari qualità ambientali e naturali, considerate eccezionali ovvero sacre. La posizione e la struttura ad altare della Mora Ferogna probabilmente soddisfacevano le esigenze sacrali degli Equi.

Un bel sentiero segnato dall’Ente Parco, il numero 671b (al 05-2014) porta dalla località Vignola - "Iegli" ,in un’oretta di cammino, sulla sommità della panoramica rupe, una spettacolare vista vi farà rendere conto del motivo per cui gli Equi l’avessero scelto come luogo sacro...
 

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