COMUNE Roma

Roma (RM) – via Collatina – Casale e Torre della Cervelletta

Roma (RM) - via Collatina - Casale e Torre della Cervelletta
- testi elaborati da Tesori del Lazio

La torre ed il casale della Cervelletta sorgono su uno sperone tufaceo sopraelevato di circa 10 metri rispetto alla sottostante area agricola e palustre. A meno di 1 km dal G.R.A. di Roma e vicinissima al raccordo autostradale A24, è oggi integrata nella Riserva Naturale Valle dell’Aniene.

La torre, contraddistinta da una merlatura guelfa, è il nucleo originale dell’odierno complesso ed è posta sul lato nord-est del cortile dello stesso. Costruita nel XIII secolo in tufo, riporta ancor oggi feritoie, mensole e i tipici fori per la travatura di costruzione. A pianta rettangolare e con la sua altezza di circa 30 metri, permetteva il controllo dei movimenti sulla antiche vie Collatina e Prenestina, a sud, e in generale sulla Valle dell’Aniene.

Tra il XVI ed il XVII secolo si hanno una serie di modifiche ed ampliamenti che determinano l’attuale aspetto. Col passare degli anni si venne a creare un vero e proprio borgo rurale. L’intervento più cospicuo si ha ad opera dei Borghese che nel 1629 realizzano il Casale con la facciata scandita da due file di finestre rettangolari ed un ampio portale bugnato in tufo che permette l’accesso agli ambienti residenziali e di servizio.
Dal portale di accesso si accede, infatti, dopo un corridoio voltato a crociera, ad un vasto cortile chiuso sui tre lati da ampie stalle e fienili.
Il toponimo deriva, secondo alcuni studiosi, dalla corruzione del nome “cervaretto” dovuto dalla presenza in zona di riserve di caccia ricche di cervi. Secondo altri il nome deriverebbe dal termine latino “acervus” che in italiano indica un mucchio, un monticolo o una piccola collina. Nel 1547 è indicata nella carta di E. della Volpaia come “Ceruaro di S.Ioanne” attestando così l’appartenenza nel secolo XVI alla Basilica Lateranense.
Il fondo passò dopo il XVI secolo alla famiglia Sforza che lo tenne, cedendolo in uso agli Alvari dal 1606, sino al 1628, anno di acquisizione all’asta da parte del Cardinale Scipione Borghese che, nell’anno successivo, trasforma il vecchio casale in una vera e propria residenza di campagna. Nel 1835 il casale e il fondo passarono alla famiglia dei Salviati. Dagli inizi del ‘900 il casale fu sede di sperimentazione per l’utilizzo del chinino per la profilassi della malaria e la sua cura nell’Agro Romano, e vide a lungo tra i suoi ospiti il grande medico immunologo Angelo Celli. In quegli anni, infatti, la tenuta della Cervelletta era devastata dalla malaria che uccideva uomini e animali e fu utilizzata proprio come stazione sperimentale per cercare di ovviare al problema.
Fino agli anni ’50 del secolo scorso sopra la finestra centrale era presente lo stemma dei Borghese. Attualmente il casale ospita una biblioteca ed un piccolo museo della civiltà contadina.

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