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Roma (RM) – Tor Pagnotta

Roma (RM) - Tor Pagnotta

- Testi elaborati da TESORI DEL LAZIO (04-2014)

Resti di torri, di casali fortificati e di piccolissimi borghi sono parte integrante della campagna romana, contraddistinta poi da piccole colline e ampie pianure e piccoli ma profondi fossi … Una campagna che tende ad essere assorbita dal cemento di Roma che si spinge come un fiume in piena senza controllo oltre il Grande Raccordo Anulare...

La torre era posta in un luogo strategico, un poggio alto e circondato a distanza da una serie di vedette di guardia dislocate nelle vicinanze (tor Chiesaccia, torre Chiesaccio, etc) e collocata nell’esatta metà strada tra la Via Laurentina e la Via Ardeatina e probabilmente dipendente dal fortilizio della Cecchignola. Oggi si trova lungo l'attuale Via della Cecchignola ed isuoi ruderi sono all’interno della zona militare della omonima base.

Il nome le deriverebbe non da un collegamento ideale del luogo con la forma del pane (pagnotta), ma da una deformazione del nome della famiglia proprietaria del fondo nel medioevo: Piliocti o Piliocta, di cui rimane un riferimento nel 1349 come Casale Pingivocti e anche nel 1393 quando risultava indicata come "Tenimentum Casalis Pignotti".

La tenuta e la torre appartenevano agli inizi del '200 a tal Petrus de Rubeis o Pietro Rubei de Ripa, i cui eredi, a loro volta, la vendettero con il nome di Fundus Pilocta al Vice Cancelliere della Chiesa, Magister Jordanus Pironti. Quest'ultimo, il 3 maggio 1259, acquistò dai Templari il castello di San Felice Circeo e altre tenute, scambiandoli con la tenuta di Casale Pagnotta, come risulta dall'atto di permuta.

Il casale di Tor Pagnotta viene citato anche negli atti del processo ai Cavalieri Templari da Frà Vivolo di Sancto Justino che testimoniò di aver visto fare elemosine nella stessa Tor Pagnotta a tanti pellegrini e mendicanti, smentendo la natura meramente agricola del luogo dichiarata dai Templari.

Il 2 maggio 1312, con la bolla papale Ad providam Christi Vicarii concernente la destinazione dei beni dell'Ordine dei Templari, tutte le proprietà del Tempio, e quindi anche il casale di Tor Pagnotta, furono assegnate all'Ordine di San Giovanni (gli Ospitalieri). Dopo alcuni passaggi di proprietà nell'ultimo secolo la tenuta di Tor Pagnotta arrivò ai Torlonia per poi passare al demanio.

La torre, a pianta quadrata di 7 metri di lato, eretta su una collina, è ormai ridotta ad un vistoso rudere. La base è costruita in scaglie di selce e l'alzato in tufo misto a scaglie marmoree.

Ne rimangono perlopiù i resti del lato Nord (per un'altezza di circa 12 metri) e parzialmente di quello Sud i cui resti si elevano fino a 3 metri. Sono ancor oggi visibili nel lato Nord le feritoie e i fori per gli alloggiamenti delle travature in legno. La tecnica costruttiva la farebbe risalire al secolo XI come le torri poste nelle immediate vicinanze.

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