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Roma (RM) – loc. Ostia antica – Castello di Giulio II

Roma (RM) - loc. Ostia antica - Castello di Giulio II

- Testi elaborati da Tesori del Lazio (01-2013)

Sul sito di Gregoriopoli, fondato per proteggere gli abitanti della zona dalle incursioni saracene da papa Gregorio IV (827-844) nell’830, posto sull’ultima grande ansa del fiume Tevere prima della foce, sorse una rocca a controllo dei traffici sul fiume Tevere.

Il castello attualmente ha la forma a triangolo, con 2 torrioni sugli spigoli e un’alta torre rotonda di 24 metri e con 15 metri di diametro, costruita da Martino V (1417-1431) nel 1423-1424 per rafforzare il presidio.

il cardinale Guglielmo d'Estouteville, Vescovo di Ostia dal 1461 al 1483, promosse il ripristino dell'intera cinta muraria, come dimostrano gli stemmi marmorei col simbolo della casata affissi sulle mura esterne.
La grande torre, voluta da Martino V, divenne il mastio della nuova costruzione voluta dal Cardinale Giuliano della Rovere, eletto poi al soglio pontificio col nome di Giulio II (1503-1513), durante il pontificato di Sisto IV e terminata nel 1487. Il progetto originario per taluni studiosi è attribuito a Giuliano da Sangallo, ma per la gran parte concorda per l’architetto fiorentino Baccio Pontelli, il cui nome è inciso nell’arco di ingresso al cortile interno. Il Cardinale, divenuto papa, fece costruire all’interno del castello un nuovo corpo di fabbrica su più piani adibendolo ad appartamento papale.

Un possente castello con alta torre a guardia dei traffici commerciali fluviali con la città più famosa da sempre... Un castello oggi a guardia del "fiume morto", come chiamano i terreni lasciati dal Tevere dopo l'avanzamento della costa e lo spostamento della fiume con lo straripamento del Tevere del 1557...

 
A causa dello straripamento del Tevere del 1557, con la conseguente deviazione del fiume e l’allontanamento della linea di costa di quasi 1 chilometro, il castello, come anche tor Boacciana, perse la sua valenza strategica anche se assunse il ruolo di sede della dogana pontificia e luogo di pagamento delle gabelle. Ruolo poi assegnato alla neoedificata Tor San Michele, posta più a valle per seguire lo spostamento della linea di costa. Il castello perse così anche l’ultimo ruolo e complici i saccheggi e le demolizioni ad opera delle truppe spagnole, nel Settecvento documenti attestano l’uso come magazzino e fienile. Nel XIX secolo fu adibito a prigione per i forzati che erano impiegari come manodopera nelle saline di Ostia e poi per i lavori di di scavo nella vicina città romana voluti da Pio VII (1800-1823) e proseguiti da Pio IX (1846-1878).

All’interno resti di affreschi atribuiti a Balddassarre Peruzzi  ed alla sua scuola. Nelle 3 sale degli appartamenti papali del primo piano e del mastio, è stato realizzato un allestimento museale per illustrare le vicende storico-architettoniche legate al castello, con l'esposizione della collezione di ceramiche medievali e rinascimentali, relative a ritrovamenti effettuati nel territorio circostante.

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