COMUNE Roma

Roma – Acquedotto Alessandrino nella Tenuta della Mistica

Roma - Acquedotto Alessandrino nella Tenuta della Mistica

- Testi elaborati da Tesori del Lazio (05-2012)

 

A meno di 2 km dall’anello del G.R.A di Roma, nella zona compresa tra la Prenestina e la Casilina, tra gli scempi di nuove strade, capannoni industriali e agglomerati dormitori, ancora resistono aree agricole che conservano il caratteristico paesaggio dell'agro romano… con antichi casali, campi, fossi e resti romani.

Siamo nella tenuta di un’antica domusculta appartenuta al monastero di S. Sebastiano fino al XVI secolo, quando passò ai Borghese e da loro al Capitolo di S. Giovanni in Laterano che l’ha conservata fino al 1873…

Nell'area situata a nord di questa tenuta, nota oggi come del Casale della Mistica, sopravvivono resti imponenti dell'acquedotto Alessandrino.

L’Aqua alexandrina è l’ultima in ordine cronologico ad essere condotta a Roma, grazie all’opera voluta dall’imperatore Alessandro Severo nel 226 d.C, per rifornire le Terme neroniane, situate in Campo Marzio,  radicalmente ristrutturate dallo stesso imperatore (per questo furono poi chiamate Terme Alessandrine).

Le sorgenti sono presso il paese di Colonna (località Pantano Borghese) e l’opera è tutta in calcestruzzo di tufo stratificato con paramento in laterizio.

L'acquedotto percorreva i suoi 22 km di lunghezza con alternanza tra tratti sotterranei e tratti in maestosa sopraelevatura. Arrivava nei pressi del casale della Mistica con una serie di affascinanti arcate per sorpassare il fosso di Tor Tre Teste per poi proseguire verso il Fosso di Centocelle. Uno dei tratti più grandiosi in città, con un doppio ordine di arcate, è quello di attraversamento di Viale Palmiro Togliatti. L’acquedotto entrava poi n Roma dall’area “ad spem veterem” (zona Porta Maggiore).

L’Acquedotto Alessandrino, insieme all’Acquedotto Vergine, con il quale ha una parte del percorso sotterraneo in comune, rimase in uso anche nel medioevo sopravvivendo alle distruzioni dei Goti. In questo periodo fu ristrutturato, con ricostruzione degli archi caduti e rifasciature in pietra listata, e vi furono poste numerose torri di guardia (XII secolo) di cui di alcune rimangono ancor oggi i resti o i rimaneggiamenti successivi…

Papa Sisto V (1585-90) utilizzò nuovamente le sorgenti dell’Aqua Alexandrina facendo ricostruire l’Acquedotto Felice nel 1585.

Le strutture dell'Acquedotto Alessandrino sono state oggetto, negli anni recenti, di saggi di scavo ed interventi di restauro a cura della Sovraintendenza e della Sopraintendenza. Alla metà degli anni '80, presso il Fosso di Tor Tre Teste, sono stati eseguiti saggi di scavo dello speco dell'Acquedotto, all'altezza del G.R.A., ed opere di consolidamento e restauro di alcuni pilastri, gravemente danneggiati a causa dello spostamento verso ovest del Fosso di Tor Tre Teste.

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