Roccantica (RI) – La Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria

Roccantica (RI) - La Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria
- testi elaborati da TESORI DEL LAZIO (04-2015)

Quasi sulla sommità del medievale borgo di Rocca de Antiquo (odierna Roccantica), e a poca distanza da quanto rimane della torre di Niccolò II (X sec.), sorge la chiesa di Santa Caterina d'Alessandria. Una chiesa/cappella del XIII secolo rimasta a lungo di proprietà privata e inaccessibile ai più, dal modesto aspetto esteriore ma con gli interni pregevolmente affrescati, con 8 riquadri raffiguranti perlopiù scene della storia della santa, vergine e martire.

Nelle diverse scene il pittore tardogotico prova ad allontanarsi dai modi arcaici trecenteschi per tentare una pittura cortese e narrativa, più attenta al dettaglio, al dato naturalistico, alla rappresentazione del movimento delle vesti ed ad una rappresentazione che susciti ed evochi sentimenti.

Ma nonostante ciò, il pittore rivela ancora un certo legame nella rappresentazione dell’architettura e in quella di rappresentare le rocce che si mostra ancora molto legata a modi giotteschi.

Tra le rappresentazioni naturalistiche, architettoniche e dei sentimenti degli attori delle scene di vita, si alternano descrizioni delle stesse con iscrizioni in carattere gotico: tra queste iscrizioni il pittore ci lascia il proprio nome (Petrus Coleberti de Piperno p. - si tratta del pittore tardogotico Pietro Coleberti di Priverno) e la data di fattura (1 giugno 1430) nonchè il committente (Armelleus de Bastonis de Esculo). Si rileva così che il committente è lo stesso Armellao di Esculo de’ Bastoni che fu nominato governatore e castellano del borgo da papa Martino V nel 1427 e che, secondo gli archivi cartacei, è il promotore della costruzione proprio della piccola chiesa.

Le scene affrescate rappresentano una corposa narrazione e sono considerate come il primo esempio iconografico così ricco sulla pia legenda di Santa Caterina.

Nella parete di fronte all'ingresso si trovano i riquadri su "la Disputa di Santa Caterina con i filosofi", "il Matrimonio mistico di Santa Caterina - la Flagellazione della Santa", "la Conversione dell’Imperatrice" ed infine, in cattivo stato di conservazione, "il Martirio dei filosofi".

Seguono, in pessimo stato di conservazione sulla parte di fondo, causa l'umidità, "Santa Caterina rivela all’imperatore l’aiuto divino", "Il martirio della ruota", "il Martirio dell'imperatrice", ed infine "Decapitazione e Sepoltura di Santa Caterina".

Nella parete dell'ingresso, invece, lo stesso pittore affrescò altri santi e vicende mistico-religiose.
Il cinquecentesco affresco del Crocifisso sopra l'altare è invece di scuola umbra.

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