Poggio Catino (RI) – fraz. di Catino – Ruderi del Castello

Poggio Catino (RI) - fraz. di Catino - Ruderi del castello

- Testi elaborati da TESORI DEL LAZIO (10-2010)

Quel che rimane del castello di Catino, ampliato e trasformato più volte come testimoniano le architetture, con la sua restaurata alta torre medievale dalla forma pentagonale, sorge sui resti del primitivo castrum, costruito su un luogo strategico e facilmente difendibile. Sfruttando la prossimità di una profonda dolina (localmente “catino”), su un dirupo verticale da un lato e un forte pendio roccioso sul lato opposto, l’avamposto fortificato ha quasi certamente origine longobarda, trovandosi proprio sul confine del Ducato di Spoleto lungo l’importante strada che collegava, insieme alla Salaria, la Sabina con Rieti.

Notizie confuse ci riportano quindi una origine longobarda sul finire del VII secolo, notizie riferite proprio nella colossale opera di frate Gregorio da Catino: il “Regesto Farfense", il documentum che testimonia un periodo che va dall'epoca longobarda al secolo XI.

D'altra parte viene però citato con precisione nel “Chronicon Farfense” (un’altra opera dello stesso Gregorio, che riporta cronache e storie dei suoi tempi, ovvero IX-X sec.), quando l’abate di Farfa, Berardo (1047-1089), acquista 2/5 di Catino per poter costruire un nuovo oppidum nei terreni circostanti (l'odierna Poggio Catino).

Un'alta torre medievale e i ruderi del suo castello si ergono dominando la piana del Tevere e la Sabina... di fronte il Monte Soratte, come un silenzioso custode, assiste alla sua movimentata storia di tragici delitti e tradimenti...

Il ”Chronicon Farfense” di Gregorio da Catino riporta, quindi, come in quegli anni Catino e i suoi terreni, dopo il parziale acquisto da parte dell’abate di Farfa Berardo (1047-1089), entrarono pian piano a far parte dei possedimenti di Farfa  e vi rimasero fino al XII secolo. Nella prima metà del XII sec. il Castello di Catino e il suo Poggio (odierno Poggio Catino) si costituirono in un libero comune anche se  fu sempre soggetto al dominio di una famiglia del luogo: i S. Eustachio.

Dal 1308 il castello passò infatti a Teobaldo di S. Eustachio, ma la famiglia tenne i possedimenti solo fino al 1476 quando a causa di un fratricidio proprio nella torre, Sisto V incamerò Catino e Poggio Catino. Il possesso del feudo si alterna poi, come avvenne per molti altri castelli della Sabina, tra gli Orsini e i Savelli e alcune famiglie patrizie minori. Gli Olgiati ne presero possesso solo nel 1614.

Il nucleo originario del castello si trova nel punto più alto dell'abitato attuale, il cui tessuto urbanistico coincide all'incirca con quello medievale. Trai resti del castello, ristrutturato per lo più tra il XIV e il XV secolo, svetta, alta più di 20 metri, una torre pentagonale bassomedievale spesso romanticamente definita come "longobarda". 

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