Palombara Sabina (RM) – Il castello di Castiglione/Castrum Castillonis – ruderi

 

Palombara Sabina (RM) - Il castello di Castiglione/Castrum Castillonis - ruderi

- Testi elaborati da TESORI DEL LAZIO (05-2010)

 

La Sabina presenta un alto numero di castelli, torri e insediamenti fortificati… del Castrum Castillonis rimangono imponenti rovine e una cinta di mura quasi intatta..

 

Sopra un colle contrafforte del Monte Gennaro troviamo gli imponenti ruderi di Castiglione, sorto su un preesistente insediamento romano, quasi certamente una villa. Il castrum fortificato, costruito tra i secc. X-XI, si estende su un’area di più di 1000 Mq e presenta una pianta irregolare con un lungo lato rettilineo orientato a nord.

Dotato di duplice cinta di mura,  di cui rimangono alcuni tratti con merlature, presenta su quella esterna, quasi tutta intatta, ben 17 torri quadrangolari. Questa cinta proteggeva l’abitato proteso lungo il declivio a nord est del promontorio. Al centro del complesso una seconda cinta proteggeva la rocca posta nel punto più alto, di cui rimangono solo poche rovine, una cisterna a pianta rettangolare internamente rivestita in cocciopesto ancora oggi perfettamente funzionante e una chiesa che svolse un importante ruolo di aggregazione religiosa.

Citato per la prima volta in un atto di proprietà del 1276, passò poi alla famiglia dei Savelli che lo tennero con alterne vicende fino alla sua fine…già nel 1419 viene citato come diruto e nel testamento di un Giovan Battista Savelli del 11 ottobre 1445 appare come distrutto. Il Castello, non lontano da quello di Palombara Sabina, fu di proprietà di quel Giacomo Savelli meglio conosciuto come Papa Onorio IV.

 

Una tranquilla e facile passeggiata nella storia tra i ruderi di un insediamento fortificato che emerge dal verde di un Parco Naturale a pochi chilometri da Roma…

 

Nel verde del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili una duplice cinta muraria quasi del tutto intatta protegge i resti dell’insediamento fortificato di Castiglione. Posto alle falde nordoccidentali del Monte Le Carbonere, sorse sopra i resti di una probabile villa romana di cui rimangono ancora una bellissima ed efficiente cisterna in opera laterizia, rettangolare e con volta a botte. La cinta più esterna spicca per le sue 17 torri quadrangolari, quasi tutte in piedi, che si presentano tipicamente perpendicolari al terreno e le 2 porte di accesso.

La prima menzione è in un atto di proprietà del 1276, quando Rinaldo di Palombara appare come proprietario del castrum e delle terre limitrofe, ma solo pochi anni dopo è menzionato tra i feudi dei Savelli nel testamento di Giacomo Savelli divenuto Papa Onorio IV dal 1285 al 1287. Rimase della famiglia Savelli fino alla prima metà del XV secolo per poi passare ai della Valle e ritornare agli stessi Savelli.

Nel 1343 è citato nella relazione della visita pastorale come ancora in perfetta efficienza ma nel 1419 è riportato come disabitato e nel testamento di un Giovan Battista Savelli del 11 ottobre 1445 appare come distrutto.

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