Monte Romano (VT) – Rocca Respampani – La Rocca Vecchia

 

Monte Romano (VT) - Rocca Respampani - La Rocca Vecchia

- Testi elaborati da TESORI DEL LAZIO (09-2010)

Da lontano si scorgono i resti di imponenti cinte murarie, delle torri del mastio e tra tutti svetta il campanile dell’antica chiesa: è la Rocca Vecchia!

Alto su uno sperone tufaceo che si affaccia sull’impetuoso Torrente Traponzo, appare quel che resta dell’antico abitato di Res Pampani. Tra la fitta vegetazione emergono ruderi che testimoniano la forte volontà dell’uomo a controllare questi strategici territori anche a costo della propria vita. I ruderi consistono per lo più nel mastio del castello, parte delle imponenti mura difensive e una chiesa con la svettante torre campanaria a vela bifora.

I primi documenti che citano il borgo fortificato sono degli inizi del X secolo (1013 e 1017) e rivelano che fu fondato nel 1012 da “gente di Toscanella” (attuale Tuscania) e in particolare da “Johannes filius Petri qui dicebatur de Respampino” come ci riporta il Regesto di Farfa… Oggi il nome di Respampani indica un vicino castello mai terminato voluto nel 1607 dalla famiglia d’Este mentre i ruderi, avendo perso l’originario nome, vengono indicati col nome di Rocca Vecchia.

Cinta da una imponente fortificazione, la Rocca Vecchia o “Roccaccia” vide alcuni difficili momenti,  divenendo più volte vittima delle ripetute distruzioni, dovute al desiderio delle locali famiglie per il controllo del territorio e alla furia dei terremoti. Fu proprio un terremoto nel 1349 a danneggiare il borgo e il suo castello,  al punto che nel 1356 è citato come “dirutum”…

 

Fortemente bramata dai signori locali, oggetto di lotte intestine e piegata dalla furia di un rovinoso terremoto, la Rocca Vecchia si erge ancora con i suoi imponenti ruderi  alta e fiera tra la rigogliosa vegetazione...

 

Scendendo dalla mulattiera dalla Nuova Rocca Respampani, l’aristocratico castello progettato da Carlo Antonelli e voluto nel 1607 dalla famiglia d’Este, proseguendo  per un sentiero si raggiungono i resti della Rocca Vecchia.

In un luogo quasi inespugnabile, alto su uno sperone di tufo, delimitato su i due lati lunghi dal torrente Traponzo e dal Fosso Catenaccio, sorse l’abitato di Res Pampani dal nome dei primi signori Pampani o De Spampanis. Nel Regesto di Farfa si cita questa famiglia di Tuscania e il loro castello già nel X secolo.

Il castello, situato in un luogo strategico per il controllo della sottostante Via Clodia, fu a lungo oggetto di desiderio dei vari signori locali. Le lunghe lotte, la malaria nei territori circostanti e un terremoto del 1349 danneggiano il borgo e il suo castello. Nel 1356 crolla il tetto della chiesa e sui documenti del tempo il castello è citato come “dirutum”.

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