Ladispoli (RM) – Torre Flavia detta La Torretta

 

Ladispoli (RM) - Torre Flavia detta "La Torretta"

- Testi elaborati da TESORI DEL LAZIO (09-2010)

Dalla costa di Ladispoli sono ben visibili i resti a di questa torre che, fino a pochissimi anni fa, era, a seguito dei fenomeni di arretramento della costa, dentro al mare a circa 80 metri dalla riva. I primi lavori di salvaguardia ricollegarono la torre alla terraferma nel 1976 con una linea di scogliera posta a difesa dagli attacchi del mare. Questa col passare del tempo si rivelò inadeguata e, nonostante alcuni rinforzi nel 2001, l’ultime mareggiate dei primi giorni di gennaio di quest’anno hanno minato ulteriormente e seriamente questa struttura. Per fortuna sono stati eseguiti veloci lavori di rinforzo della barriera antierosione, da parte della comunità locale, salvaguardando il monumento dalla forza distruttiva del mare.

Agli inizi del XIX secolo era armata con 2 cannoni e dotata di una piccola guarnigione. Nel 1845 era ancora in ottimo stato, pavimentata con lastroni di peperino, con i parapetti completi e la fornacella per le segnalazioni ancora attiva. La torre, ormai defunzionalizzata, ma del tutto integra e posta sulla terraferma, fino alla fine degli anni trenta dello scorso secolo, iniziò ad essere circondata dal mare nei successivi anni ’40 per cui gli ingressi furono murati. Durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1943, la torre, venne cannoneggiata dalle artiglierie tedesche che ne abbatterono quasi del tutto i due piani superiori per eliminare qualsiasi possibile schermatura alla visibilità della spiaggia per l’artiglieria posta nell’entroterra di Cerveteri. Le mareggiate degli anni ’50 e ’60 determinarono ulteriori crolli e la conseguente apertura in 4 parti della struttura.

 

All’interno del Monumento Naturale della Palude di Torre Flavia, Parco della Provincia di Roma, un molo artificiale collega la costa ai ruderi della omonima torre, rimasta isolata a causa del fenomeno dell’erosione costiera.

La documentazione storica colloca la costruzione della torre nella seconda metà del XVI secolo, nell’ambito del vasto piano di riorganizzazione della difesa del litorale da parte dello Stato Pontificio incentrato su una serie di fortificazioni lungo le coste.

Torre Flavia fu, quindi, una delle 61 torri di controllo poste in quel periodo lungo la costa tirrenica: un efficiente sistema di sorveglianza capace di segnalare in meno di un’ora a Roma ed alle popolazioni della costa qualsiasi minaccia incombente. I messaggi erano trasmessi in diverse maniere ma solitamente erano trasmessi di torre in torre, di giorno e di notte, tramite segnali ottici (con il fuoco o il fumo delle fornacelle poste sulla sommità) o con segnali sonori emessi dalle apposite campane, o salve di cannone, etc...

La torre deve il suo nome al cardinale Flavio Orsini, che nel 1565 ne curò il restauro o forse la costruzione vera e propria. La base della torre è costituita da notevoli fondazioni in cementizio con vari materiali lapidei misti a frammenti di laterizi, tegole e alcuni marmi di epoca romana provenienti dallo spoglio di quanto rimaneva di una limitrofa monumentale peschiera e villa.

Con una massiccia base a scarpa, con i rinforzi angolari in blocchi di travertino e una cordonatura che ne segnava il limite (ben visibili nella foto), la torre aveva in origine l’accesso all’altezza del corpo centrale con scala esterna rimovibile. Nel suo interno era situata una cisterna di raccolta dell’acqua dolce, i cui resti sono ancora in parte visibili. Al di sopra della scarpa erano altri due piani, collegati tra loro mediante scale interne in muratura, ancora parzialmente visibili nonostante i crolli, dove erano gli alloggi della guarnigione. Nella terrazza erano posizionate le artiglierie, la fornacella per le segnalazioni e quattro torrette angolari con finestrelle di osservazione verso l’esterno.

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