Ladispoli (RM) – Loc. Monteroni – Il Castellaccio

Ladispoli (RM) - Loc. Monteroni - Il Castellaccio 

- Testi elaborati da TESORI DEL LAZIO (09-2010)

 

Sembra un moderno casale con quattro posticce torri medievali sui lati... in realtà molta storia è passata per di là... è il Castellaccio di Monteroni!

Lungo l’antico tracciato della Via Aurelia, usciti all’altezza del 35° chilometro di quella  attuale, sorge tra i campi e le ville adattate ad agriturismi o ristoranti per cerimonie, in una zona molto famosa per l’archeologia ma ormai dimenticata da troppe persone, un casale fortificato del XIV secolo.

Siamo nella frazione di Monteroni, famosa per i grandi tumoli etruschi relativi probabilmente alla città di Alsium e databili tra il VII e il V secolo a.C, rinvenuti dalla duchessa di Sermoneta tra il 1839 e il 1840, illustrati dall’architetto Luigi Canina e citati da Antonio Nibby nel suo secondo volume sui dintorni di Roma: ora sono tristemente ridotti, dall’utilizzo come cave, a ”torsoli di mela” o a rimesse per attrezzi agricoli e deposito di prodotti chimici per l’agricoltura.

Il Castellaccio, come viene comunemente chiamato, ha svolto per secoli la funzione di stazione di posta e osteria, un sicuro riferimento per i corrieri, viaggiatori e pellegrini che percorrevano la via Aurelia, e la svolse fino al XIX secolo quando la via Aurelia fu deviata sul tracciato attuale.

Dal dopoguerra fu di proprietà dell’ente Maremma che lo concesse a contadini mezzadri, ma negli anni ‘60 del secolo scorso fu definitivamente abbandonato. Da quel momento divenne terra di nessuno ospitando italiani indigenti, famiglie di zingari o clandestini extracomunitari.

Grazie anche all’interessamento del gruppo archeologico locale (GAR) il castello fu oggetto di restauri con l’occasione del Giubileo.

 

Il poeta romanesco Giuseppe Gioacchino Belli fu arrestato tra queste mura e quasi un secolo dopo Alberto Sordi e Vittorio Gassman riposano in questi locali dopo aver girato alcune scene de "La Grande Guerra"... ma sono solo protagonisti "di passaggio" in questi storici luoghi...

 

Il “Castellaccio”, di Monteroni, venne così chiamato dopo la seconda guerra mondiale a causa del cattivo stato di conservazione che lo portò, dopo gli anni ’60, al più completo degrado e al crollo di alcune parti della struttura. Oggi appa...re fresco di restauro (Giubileo 2000), ma sono passati già 10 anni dai lavori di risanamento e, a causa di controversie burocratiche sulla proprietà e destinazione d’uso tra l’ex Ente Maremma e il Comune di Ladispoli, risulta desolatamente abbandonato.

Il casale fortificato (del XIV secolo) ha oggi un aspetto settecentesco, con quattro torri angolari munite di merlatura, ma fu più volte ampliato e ristrutturato e in origine concepito come un vero e proprio castello. Appartenne nel XV secolo alla Basilica di San Pietro e nel XVI secolo ai Marchesi di Riano.

Nel Castellaccio di Monteroni hanno soggiornato molti personaggi famosi. Nella prima metà dell’800 fu descritto come stazione di posta e osteria dal Nibby e il poeta romanesco, Giuseppe Gioacchino Belli, fu qui arrestato perché privo di documenti. Tale episodio venne descritto in un sonetto intitolato "Er Passaporto".

Ancora nel 1959 il regista Mario Monicelli vi girò la parte finale del film "La grande guerra" con Alberto Sordi e Vittorio Gassman: la scena si svolge proprio tra le mura del casale e nell'area di fronte, dove gli improvvisati eroi vengono fucilati dagli austriaci.

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