Ischia di Castro (VT) – Eremo di Poggio Conte

Ischia di Castro (VT) - Gli eremi del Fiora: Eremo di Poggio Conte

Testi elaborati da TESORI DEL LAZIO (05-2010)

Il Fiume Fiora, l’etrusco Armine, scorre per lunghi tratti tra forre profonde, scavate dal suo corso millenario sia nel travertino che nelle rocce vulcaniche. Nel comune di Ischia di Castro (VT) la sua valle è delimitata da alte rupi tufacee dove, durante l’Alto Medioevo, alcuni monaci in fuga dalle tentazioni del mondo si rifugiarono per sentirsi più vicini a Dio ed al Creato, inebriati dalla natura, cercando di vivere la spiritualità cristiana, prendendo spunto dalla vita di S. Antonio Abate, il primo eremita della storia.

Nacquero così vari romitori (o eremi) rupestri, caratterizzati da architetture piuttosto complesse, comprendenti sia le abitazioni degli eremiti sia il luogo stesso di culto.
Con ogni probabilità questi eremi dipendevano dall’abbazia benedettina di S. Colombano, da tempo scomparsa, ma secondo fonti documentate già esistente nel IX secolo.
In entrambi gli eremi di Ripatonna Cicognina e di Poggio Conte sono evidenti alcuni simbolismi che molti studiosi riconducono al mondo templare.

L‘insediamento di Poggio Conte, nella Località Chiusa dell'Armine, è posto quasi a strapiombo su un dirupo.

La chiesa presenta due ambienti quadrangolari, con copertura a cupola quello d’ingresso con pilastri, montanti, capitelli e, quello di fondo, ha una volta a crociera ed un’abside con resti di un affresco raffigurante due santi mitrati, forse S. Colombano e S. Savino.

Il primo locale è quadrilatero e chiuso da una volta cupoliforme con disegno floreale, "sorretta" da 4 pilastri a fascio con capitelli cubici. Uno dei capitelli presenta un triangolo con il vertice verso il basso inciso... questo ha portato una schiera di studiosi a pensare a simbolismi templari...

La volta a crociera è senza chiave e con costoloni terminanti in lobi con pitture geometriche, floreali e con motivo sessuale. Tanti elementi che la fanno datare al XIII secolo...

L'abside è a terminazione rettilinea e presenta 3 sedili di cui lo scranno centrale è a nicchia cuspidata... al centro resti di un altare...

Tutte le realizzazioni sono di ispirazione gotico-cistercense e interamente scavate a mano. Disegni floreali e immaginari, ancora oggi fortemente colorati, e quanto rimane di alcune figure di santi e apostoli danno ai locali un fascino unico. L’ambiente d’ingresso era decorato da un grande ciclo di affreschi del XIII secolo, comprendente le figure dei dodici apostoli e del Redentore. Di questo ciclo, trafugato nel 1964, sono stati recuperati soltanto sei pannelli, oggi esposti nel Museo civico archeologico di Ischia di Castro.

Nelle immediate vicinanze i locali scavati nella roccia e quanto rimane dell’insediamento monastico insieme ad alcune tombe a camera, immersi nella natura incredibilmente selvaggia e col rumore di una scrosciante vicina cascata…

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