COMUNE Fumone

Fumone (FR) – Il Castello Longhi De Paolis

Fumone (FR) - Il Castello Longhi De Paolis

- Testi elaborati da TESORI DEL LAZIO (04-2013)

Il nome di Fumone nasce dall’antica funzione svolta grazie alla felice posizione geografica di dominio sull’intera valle del Sacco e sulla via Latina. Il Castello, costruito su di un’altura di 800 metri  s.l.m. tra il IX ed il X sec. proprio per la sua posizione dominante era noto per l'osservazione delle segnalazioni di fumo provenienti anche da altre province, e per le sue segnalazioni che annunciavano le invasioni di nemici provenienti da sud e diretti a Roma. Era quindi di importanza strategica. Famosa la frase “Si Fumo fumat, tota campania tremat” ovvero “Se Fumone fuma, la campagna trema”.

Le tradizioni e le leggende vogliono la prima costruzione dell'avamposto fortificato addirittura a Genserico, re dei Vandali.

Taluni studiosi riportano la prima fonte documentale in un atto religioso dove si registra la morte di un Bertraimo di Fumone agli inizi del X secolo, certo è invece il primo documento ufficiale in cui compare il nome di Fumone, ovvero la “Donazione Ottoniana” quando nell’anno 962 l'imperatore di Germania, Ottone I di Sassonia, donò alla Santa Sede e quindi a Giovanni XII , le città di Teramo, Rieti, Norcia, Amiterno e l'Arx Fumonis.
A partire dal XII secolo le cronache riportano molti fatti accaduti a Fumone, tra cui la deportazione nelle prigioni del castello del Prefetto di Roma Pietro Corsi nel 1116, durante la controversia delle investiture e la lotta a Roma tra la fazione dell’imperatore Enrico V e quella papale di Pasquale II.

Nel 1121 il castello di Fumone fu luogo di prigionia e morte di Maurizio Bordino l'antipapa (conosciuto col nome di Gregorio VIII), che sconfitto a Sutri fu condotto in catene a Fumone da papa Callisto II. Si racconta che il corpo dell’antipapa fu sepolto nel castello ma non venne mai più ritrovato.

I tentativi di conquistare la fortezza di Fumone con la forza risultarono vani a tanti, compresi gli imperatori Federico Barbarossa ed Enrico VI, che fallirono gli assedi della Rocca.
Solo papa Gregorio IX nel XIII secolo riuscì, dopo mesi di assedio, a farsi aprire le porte, ma solo a seguito di un accordo pacifico e dietro pagamento di forte riscatto.

L’episodio più importante avvenuto nel castello di Fumone avvenne nel 1295 quando vi fu rinchiuso il santo Papa Celestino V, che vi morì dopo 10 mesi di dura prigionia.
Celestino V (l’eremita Pietro dal Morrone) fu eletto papa all’età di 86 anni dopo 30 mesi di conclavi andati a vuoto. Il suo nome fu scelto per via della santa vita, per la fama che godeva come dispensatore di miracoli, e soprattutto per ragioni politiche, vista la impossibilità per le famiglie cardinalizie dominanti, i Colonna e gli Orsini di trovare un accordo. Ma la scelta dei cardinali di puntare su di lui si rivelò un errore.

Infatti Celestino V, apparentemente ingenuo facilmente manipolabile, agì senza tenere in nessun conto gli interessi dei suoi elettori e compì una serie di azioni (tra cui spostò la sede del papato da Roma a Napoli, creando 10 nuovi cardinali e dimezzando in tal modo il potere di quelli già esistenti, tolse dall’abbazia di Montecassino i monaci Benedettini sostituendoli con i Celestini, etc) che gli portarono l’avversione della Curia romana .
Il pontificato di Celestino durò pochi mesi, il suo animo puro entrò presto in contrasto con le decisioni politiche che spesso dovevano essere fatte nell’interesse della Chiesa, e dopo un tormentoso travaglio Celestino V rinunciò al proprio ruolo abdicando. Al suo posto venne eletto papa Bonifacio VIII.

Il nuovo pontefice decise di recluderlo in una prigione pontificia di massima sicurezza. Fu così che il venne rinchiuso nel Castello di Fumone e morì il 19 maggio del 1296 dopo aver trascorso 10 mesi in una angusta stanzetta oggi divenuta una piccolo santuario.

Col mutare dei rapporti dello stato Pontificio col Regno di Napoli, la fortezza perse l'importanza militare , tanto che Martino V fece trasportare tutte le artiglierie e le munizioni nel vicino Castello di Paliano.

Dal 1584 sino ad oggi la famiglia Longhi, è proprietaria del Castello e fu proprio Pietro Longhi nel 1769 a voler erigere una chiesetta santuario dedicata al sant'uomo Celestino V. In questa cappella pregò anche Paolo VI quando venne ospite del Marchese Longhi il 1 settembre 1966.

Orgoglio del castello è il meraviglioso giardino pensile costruito sulle volte dei camminamenti di guardia e in tutti i punti disponibili del castello, dai fossati agli spazi tra le torri.  Spettacolare è il panorama su oltre 40 paesi.

Il giardino del Castello di Fumone è uno dei rari esempi nel suo genere in Europa ed è tipico dell’arte del giardino classico all’italiana.

Come ogni rispettabile castello non mancano leggende e misteri, tra queste c’è una curiosità: da oltre duecento anni si conserva il corpo imbalsamato di un bambino, Francesco Longhi-Caetani (erede della famiglia in epoca ottocentesca ) morto in circostanze misteriose.

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