Fiumicino (RM) – loc. Maccarese – Castello Rospigliosi o San Giorgio

Fiumicino (RM) - loc. Maccarese - Castello Rospigliosi o San Giorgio 
- Testi elaborati da TESORI DEL LAZIO (08-2010)

Un drago terrorizza la zona ma San Giorgio interviene uccidendolo... i tenutari di quelle terre lo ringraziano intitolandogli il proprio castello... Dove si raccontano queste epiche vicende? incredibile ma siamo molto vicino a Roma...

La denominazione originaria del castello è legata alla leggenda di S. Giorgio che libera la tenuta da un drago e, per questo motivo, la famiglia dei Normanni Alberteschi, proprietari dell’avamposto fortificato attorno al XII secolo, riconoscente, gli dedica il nome del manufatto. Attualmente è più conosciuto col nome di Rospigliosi, derivante dalla famiglia che ne detenne a lungo la proprietà.

Nel 1669 Giovan Battista Rospigliosi sposa Camilla Pallavicini, nipote ed erede del cardinale Francesco Sforza Pallavicini, proprietario a quei tempi della tenuta, e ne acquisisce la proprietà. Sotto i Rospigliosi numerosi furono gli ampliamenti che ingentilirono il maniero medievale dandogli l’aspetto del palazzo gentilizio odierno. Sul fronte settentrionale, dov’è la porta d’accesso, si distinguono ancora, seppur ribassati, i bastioni angolari a scarpa (nella foto) tipici dell’architettura militare cinquecentesca, qui realizzati con peperino e laterizi alternati.

 

“…Quanno so a Malagrotta, a la salita, er Drago, prima che je se avvicini er grosso de la squadra inferocita, vola a l'assarto su li più vicini. E qui, dico, chi po sarvi la vita!...” - da XIV leggende della campagna romana: poesie in dialetto romanesco, con prefazione di Gabriele D'Annunzio – di Augusto Sindici (1902)

 

Una leggenda racconta che pescatori e cacciatori della zona di Maccarese erano terrorizzati da un serpente gigante che gli impediva di frequentare queste zone per proccacciare il cibo per le loro famiglie. Chiesero aiuto al Papa che bandì un torneo tra cavalieri promettendo al vincitore la donazione delle terre in questione. L’animale fu descritto come un drago e si narra che risiedesse in una grotta lunga e scura (da qui il nome di Malagrotta). I cavalieri delle nobili famiglie romane si presentarono all’ingresso della grotta tutti insieme per farsi coraggio ma il drago uscendo li disperse terrorizzati. Solo Giorgio dei conti Anguillara lo inseguì per avere la meglio sul drago lungo le sponde del fiume Arrone a Maccarese…

Qui sorse un castello che prese il nome di S. Giorgio a ricordo degli eventi. La leggenda ricorda gli Anguillara mentre la storia ci riporta come fondatori del castello la famiglia dei Normanni Alberteschi… ma non per caso gli Anguillara molto probabilmente provengono dai Normanni e nel loro stemma di famiglia c’è la raffigurazione di 2 serpenti (iconizzazione del drago?).

La leggenda quasi sicuramente deriva dal terrore che un gruppo di predoni riversava in quelle zone intorno al X-XI secolo e che finì con l’intervento degli Anguillara che in cambio ottennero quelle terre dal papa. Il castello, testimonianza architettonica di fondamentale importanza dell’evoluzione che subirono gli insediamenti rurali medievali della campagna romana, passò durante i secoli da famiglia a famiglia fino ad arrivare ai Rospigliosi nel gennaio del 1670, la famiglia che apportò numerose modifiche alla struttura ingentilendola così come appare nel suo  aspetto attuale

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