Collepardo (FR) – Il Torrente Cosa da CapoFiume al fiume Sacco

Collepardo (FR) - Il Torrente Cosa 
- Testi elaborati da TESORI DEL LAZIO (07-2014)

Uno dei torrenti più copiosi degli Ernici è il torrente Cosa che nasce dalle limpide sorgenti nella zona carsica di Capo Fiume, tra i territori di Alatri (FR). Le acque sono captate in gran parte per servire gli abitanti di Collepardo, Alatri e Frosinone.

Il torrente, da prima calmo e lento, diventa sempre più impetuoso scavando nei millenni il proprio percorso, noto come Valle del Fiume, tra cascate e cascatelle, salti e balzi rocciosi, e creando delle gole a volte strette anche pochi metri (in località detta "La Stretta"). Poco prima del Ponte dei Santi passa dai territori di Alatri per quelli di Collepardo, creando una profonda vallata nota come Valle dei Santi, così chiamata per ricordare i numerosi eremi e cenobi, tra cui l'eremo di San Domenico, ilcovento si San Nicola, il monastero diSan Giovanni, l'eremo della Madonna delle Cese e, la più famosa, Certosa di Trisulti.

Il torrente prosegue il suo percorso, assumendo una certa portata e forza, fino ad arrivare sotto al paese di Collepardo, sul limitare delle Grotte omonime. Un itinerario segnato, dotato di numerosi ponticelli in legno per gli attraversamenti, permette dal Ponte dei Santi di scendere fino a Collepardo. In prossimità della stazione di Alatri incontra il Fiume Cosa proveniente da Guarcino (FR), che si origina dalla sorgente di CapoCosa sotto il Monte Vermicano, e che passa per Frosinone fino a gettarsi sul Fiume Sacco nel territorio di Ceccano.

Ferdinand Gregorovius, autore tra il 1858 ed il 1860 del «Wanderjahre in Italien» in 5 volumi,lo descrive così nelle sue "Passeggiate per l'Italia (vol 1) : "...Le rupi erano sempre più erte e scoscese, la valle si andava facendo più romantica e selvaggia, eravamo giunti al torrente Cosa, che scorre impetuosamente  attraverso quei monti.

Le sue acque di una tinta verdognola come quelle dell'Inn nell'Engadina, abbondano di trote. Questo torrente si può chiamare l'unica vena di vita della montagna, perchè la sola angusta striscia di coltura in quel deserto di rupi si trova sulle sue sponde. Dopo un rapido corso si getta nel Sacco e con esso  finisce nel Liri. Risalendo il Cosa, al punto in cui esso si apre con violenza la via per una stretta gola ai piedi di un'erta  massa di rupi, giace Collepardo..."

Per distinguere il torrente Cosa dal fiume Cosa alcune pubblicazioni e la gente del luogo spesso chiama il primo semplicemente "Fiume" o "torrente Fiume", da qui la sorgente di CapoFiume.

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