Collalto Sabino (RI) Il borgo

Collalto Sabino (RI) - Il borgo

L’origine dell’abitato si attesta intorno al nono secolo. Allora vi era probabilmente solo una torre di avvistamento e poche case. Essendo posto sulla cima rocciosa era un sito poco adatto ad un insediamento stabile, e così il nucleo dell’abitato sorse poco distante dalla cima in una zona in cui erano disponibili terreni coltivabili.
Noto allora col nome di Castaldo si tramutò in abitato sommitale in seguito alle invasioni saracene, a cui si tento di fuggire rifugiandosi sulle alture
Nell’XI secolo Collalto passò sotto l’Abbazia di Farfa, poi ai Conti dei Marsi che iniziarono a sviluppare un  centro fortificato vero e proprio. I signori del borgo furono poi i Rinaldo,  i Pandolfo e gli Oddone. Nel 1266-68 il paese si ritrova sulla linea di confine tra Stato Pontificio e Regno di Napoli. Nel 1335 diviene Baronia.
Bel 1449 passa ai Savelli contro i quali però il paese contrappone la Magnifica Comunità di Collalto formata dalle più importanti famiglie locali . 
Nel ‘500 la Baronia cresce ma i debiti portano i Savelli a cedere agli Strozzi, e successivamente ai Soderini. La Rocca diviene fortezza d’artiglieria.
Di nuovo i debiti contratti dalle famiglie proprietarie di Collalto generano un passaggio di mano. La Camera Apostolica sequestra tutti i terreni ed i beni della Baronia assumendone l’amministrazione. Nel 1635 la Baronia venne messa all’asta e nel 1641 Giovan Battista Honorati di Iesi la otteine offrendo 102.000 scudi per conto del cardinale Francesco Barberini. Resta dei Barberini per due secoli, poi vede l’arrivo pacifico, poi  le depredazioni dell’Impero napoleonico.
Nello 1858 anno il castello venne acquistato dal conte polacco Corvin Prendowski che  restaura il c astello, distrutto e saccheggiato aggiungendo elementi architettonici nord europei . Solo tre anni dopo Collalto venne saccheggiata dai briganti, ovvero un gruppo di soldati borbonici al comando di Francesco Luvarà e dal brigante Chiavone.
 
Dopo altri cambi di mano la famiglia Montfort restaura il castello, che ospiterà il principe di Savoia,  il trasvolatore del polo Nord Generale Nobile, Ettore Petrolini ed il pittore danese Gustave Andersen.
 

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