Ciciliano (RM) – Castello Theodoli

Ciciliano (RM) - Castello Theodoli 

- Testi elaborati da TESORI DEL LAZIO (06-2010)

Il centro storico di Ciciliano mantiene la struttura medievale con vie strette e ripide. Nella parte più alta si trova il castello Theodoli. Il castello presenta due curiosità (ben visibili in foto): la leggera concavità della facciata e la disimmetria fra le due torri, quella a sinistra cilindrica (più antica), quella a destra a pianta quadrata, su una base a scarpa. L’ingresso ha un’alta scalea, con una prospettiva sulla “piazza di corte”, con le due rampe di accesso a esedra (modifica voluta nel XVIII secolo dalla famiglia Theodoli).

La pianta è irregolare, presenta un cortile interno e il perimetro esterno è delimitato da altre due torri a pianta quadrata, situate nella parte posteriore.

Le attuali torri e merlature sono state rialzate e ristrutturate grazie a Francesco Maria Thedoli con lavori dal 1913. Fonti storiche citano la presenza di una rocca benedettina tra l’XI e XII secolo. Con alterne vicende, il castello e il borgo, grazie alla posizione strategica, passarono dall’abbazia di Subiaco, al vescovo di Tivoli, ai Colonna, poi i Borgia e i Massimi e infine, nella seconda metà del XVI secolo, passò ai Thedoli. Il castello, così, subì profonde trasformazioni: da rocca difensiva a palazzo signorile.

 

A dominio di tre valli poste sotto i monti Prenestini e Tiburtini: ecco il Castello di Ciciliano. Le tante vicende storiche di cui fu protagonista hanno lasciato i loro segni. Grandi segni come la forma differente delle torri, piccoli segni come i graffiti lasciati da coloro che furono rinchiusi nelle sue prigioni. Avvenimenti epocali e piccole vicende umane unite dal fluire della storia.

 

Le date esatte relative alla nascita del castello sono incerte, come spesso accade. Fondato nel X secolo (ma alcuni propendono per il XII) era certamente in origine un maniero che passò di mano in mano nei secoli. In epoca medioevale esso non doveva essere più una roccaforte, strenuamente mantenuta tra i vasti possedimenti in proprietà dell’Abbazia sublacense di Santa Scolastica, che probabilmente lo ricostruì dopo le devastazioni saracene del IX secolo.

Dal XII secolo il castello passa di proprietà alla Santa Sede, poi di nuovo all’Abbazia di Subiaco. Segue la famiglia Colonna dalla fine del XIV secolo alla seconda metà del XVI, brevemente al nipote di Alessandro VI Giovanni Borgia, poi di nuovo ai Colonna che lo vendettero per debiti al principe Domenico Massimo (1563), il quale un decennio dopo (1576) lo cedette per 20.000 scudi romani a monsignor Gerolamo Theodoli, vescovo di Cadice.

Si deve probabilmente ai Colonna la trasformazione da maniero a castello vero e proprio, poiché i canoni architettonici militari con cui oggi ci è giunto (corpo quadrato centrale e dei quattro bastioni angolari) sono tipici del XV secolo. L’unica torre cilindrica è del XVI secolo, ed ai Theodoli nel XVIII secolo si devono gli ultimi cambiamenti significativi ( due rampe di accesso a tenaglia che raccordano il castello al borgo sottostante, rinforzo delle fondamenta, restauro delle quattro torri con merlatura guelfa).

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