COMUNE Calcata

Calcata (VT) – il borgo vecchio

Calcata (VT) - il borgo vecchio

- Testi elaborati da TESORI DEL LAZIO (04-2010)

Calcata si erge su di uno sperone tufaceo sopra la valle del Treja; al borgo si accede dall'unica porta che si apre sulle mura. Attorno agli anni Trenta fu fatta evacuare e la popolazione costruì poco distante la Calcata Nuova.

Negli anni ’60 il borgo medievale si è trasformato nel cosiddetto "paese degli artisti". Complice la moda del momento, giovani e meno giovani, figli dei fiori, amanti della natura, intellettuali e scrittori si riunirono in un contesto ideale per l'otium, lontano dai ritmi cittadini, dallo stress quotidiano e dall'inquinamento...

Calcata deve parte del suo fascino al fatto di ergersi su un vero e proprio scoglio di pietra vulcanica che domina l'aspra valle del Treja e per aver conservato, ancora oggi, la sua struttura originaria con le abitazioni in blocchi di tufo a vista e le strette e tortuose stradine. Nel borgo alcune case di tufo risalgono al XIII secolo e le strade sono lastricate fin dagli inizi del XVIII secolo con grossi ciottoli di fiume. La piazza con la chiesa è di impianto rinascimentale ed il Palazzo Baronale degli Anguillara, rimaneggiato tra il XVIII e il XIX secolo, una volta centro nevralgico per la vita del paese e poi sede del municipio fino agli anni trenta del secolo scorso, è stato restaurato ed è ora proprietà del Parco Naturale del Treja, che ne ha stabilito una sede del Centro Visite.

Nella rupe di fronte è stato individuato un insediamento che molti studiosi identificano come il Castrum Sinibaldorum, citato in un atto della fine del XII secolo come proprietà di Pietro e Ottone Sinibaldi, poi divenuto S. Maria di Calcata. Il castrum, citato come diruto già nel 1291, acquisito dagli Anguillara, venne  ricostruito su una nuova postazione (proprio quella dell’attuale Calcata Vecchia) sopra strutture  falische.

Nel 1791 Calcata ritorna ai Sinibaldi per poi passare ai Massimo. Agli inizi del secolo scorso fu fatta evacuare per timore di cedimenti dello sperone tufaceo e fu ricostruita una “Calcata Nuova”, non molto distante dal luogo originario. Negli anni ‘60 tornò a ripopolarsi e la “sopravvissuta” Calcata prese così il toponimo di Calcata Vecchia.

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