COMUNE Bassiano

Bassiano (LT) Il borgo

Bassiano (LT) Il borgo

Le mura di Bassiano, interrotte da tre porte di accesso e difesa da numerose torri di guardia (9), furono fatte costruire dai Caetani nel XIII secolo. La famiglia diede una sua fortissima impronta al paese anche con opere civili come il palazzo Baronale. Di Bassiano non si hanno notizie precise sino al X secolo e sembra derivare il suo nome dall'esistenza in loco di un "fundus Bassi", cioè un terreno di proprietà di un certo Basso, da cui "Bassianus". Dal limite delineato dalle mura si dipartono una serie di viuzze che salgono a spirale e culminano con la piazza della Torre Civica. Il borgo medioevale è ricco di “case torri” e il tessuto urbano è rimasto intatto con la sua impronta medioevale.

Secondo alcuni studiosi, dopo il passaggio delle truppe di Federico I Barbarossa che distrussero un vicino abitato (località Cornetta) ed un monastero di monaci benedettini, la popolazione sconvolta scelse questa collina per stabilirsi nella parte superiore (la "Majúra"), difendendola con una cinta fortificata, mentre la piccola comunità benedettina si costruì un cenobio con una chiesa dedicata a Maria SS. Assunta in Cielo, I'attuale chiesetta (sconsacrata) di Santa Maria.
Fu in seguito, verso  la fine del XIII secolo con i Caetani, che l'intero abitato, compreso il cenobio con la chiesetta, venne racchiuso da una nuova e massiccia cerchia difensiva.

Bassiano ha dato i natali all'illustre umanista editore e stampatore Aldo Manuzio (Aldus Pius Manutius  n. Bassiano, 1449, m. Venezia, 6 febbraio 1515), al quale è dedicato il Museo delle Scritture. Il museo fu voluto per valorizzare la collezione delle sue opere e l’originale contributo innovativo che diede alla storia dell'umanità. Aldo Manunzio è anche l'inventore dei caratteri che proprio dal suo nome si chiamano "aldini" o noti, ai più, come i caratteri "italici".

Alla sua morte, nel 1515, erano state stampate circa 130 edizioni di opere in greco, in latino e in volgare, fra le quali anche opere di suoi contemporanei quali Erasmo da Rotterdam, Angelo Poliziano o Pietro Bembo, ma soprattutto i grandi classici, da Aristotele a Tucidide, da Erodoto a Cicerone, da Sofocle a Luciano, a Catullo, a Virgilio, a Ovidio, a Omero e tanti altri.

"...propter bonorum librorum futuram copiam quibus, ut speramus, fugabitur tandem omnis barbaries."

dalla prefazione degli Idilli di Teocrito stampati da Aldo Manuzio a Venezia nel febbraio 1496

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