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Arce (FR) Fregellae

Arce (FR) - Fregellae

La posizione strategica dell’area alla confluenza del Liri con il Sacco, confermata dagli scavi archeologici, ne spiega la grande importanza. Probabilmente fu abitata per prima dagli Osci per poi essere occupata e popolata dai Volsci. Nel 330 a.C . fu distrutta e conquistata dai Sanniti, e questo determinò la richiesta di intervento di Roma da parte della vicina città volsca di  Fabrateria Vetus.
Nel 328 a.C. i romani vi stanziarono quindi la colonia di diritto latino violando un accordo con i sanniti stessi per cui il territorio ad est del fiume sarebbe rimasto libero dalla colonizzazione romana. I Sanniti di conseguenza occuparono la città nel 320 a.C., fino al 312 a.C. quando la colonia latina fu ricostituita. Con la colonizzazione romana del Lazio meridionale, la Valle del Liri, importante asse di penetrazione verso la Campania, vedrà il ompletamento della Via Latina. Questa arrivava a Fregellae da Frosinone (Frusino) lungo il tracciato dell'attuale Via Casilina e, attraversando la città da nord a sud, proseguiva alla volta di Aquinum. Fregellae si distinse nella difesa di Roma da sud contro le avanzate lungo la Via Latina, durante la marcia di Pirro (280 a.C.), e di quella di Annibale (211 a.C.). Il prestigio derivato dal valore militare ed economico gli valse il ruolo di rappresentante delle colonie latine nelle legazioni di Roma.
L'egemonia è testimoniata anche dall'estensione del suo territorio, l'Ager Fregellanus. Ribellatasi però a Roma per il rifiuto di concedere la cittadinanza romana alle popolazioni autoctone venne distrutta dai romani e fu quasi completamente abbandonata.
I cittadini di Fregellae furono in gran parte deportati a Roma per essere uccisi, mentre ai pochi superstiti di stirpe filo-romana fu concesso di ricostruire la città, ma non più sullo stesso sito. Fu  ricostruita nel 124 a.C. poco più a sud, in un’ansa del fiume Liri nel territorio dell’attuale comune di San Giovanni Incarico in località “La Civita”.
Dove c’era Fregellae fu infatti istituita la pratica religiosa della  devotio, cioè una pratica religiosa dell'antica Roma secondo la quale un console o un comandante romano si immolavano agli dei per la salvezza e la vittoria del suo esercito. A volte la pratica avveniva sui campi di battaglia, quando il condottiero si gettava da solo contro le forze nemiche per offrire la sua vita agli dei a protezione...

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