Pozzaglia Sabina (RI) – Abbazia abbandonata di S. Maria del Piano

Pozzaglia Sabina (RI) - Abbazia abbandonata di S. Maria del Piano

- Testi elaborati da Tesori del Lazio (05-2010)

 

La chiesa e l’Abbazia di Santa Maria del Piano furono edificate, secondo la tradizione, nell’817 da Carlo Magno come ringraziamento alla Madonna per la vittoria riportata, contro i Saraceni, nella vicina piana di Pozzaglia. Citata nel Regesto di Farfa, per la prima volta nel 1026, la chiesa è stata nei secoli più volte rimaneggiata e restaurata.

Considerata una delle più antiche chiese abbaziali d’Italia, la chiesa, retta dai monaci benedettini, ebbe in passato notevole importanza. Fu abbandonata dopo la seconda metà del  XV secolo. Attualmente versa in stato di completo abbandono ed è oggetto di furti anche clamorosi, come la sottrazione del rosone e del  davanzale della finestra sulla facciata.

 

Nel contesto naturalistico del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili, la chiesa abbandonata di S. Maria del Piano è da anni completamente scoperchiata. Splendido esempio di architettura religiosa medievale, la chiesa è a croce latina con navata unica e presenta una facciata a capanna. Nella prima metà del 1800 crollò una parte del soffitto della navata.

Quando ad Orvinio arrivò una forte epidemia di colera, nel 1855, si pensò bene di seppellire i morti lontano dal paese e proprio nella chiesa di Santa Maria del Piano. Con questa premessa, il comune di Orvinio continuò a seppellire dentro la chiesa fino al 1906 (anno in cui inaugurò il nuovo cimitero fuori Orvinio), eliminando quanto ancora rimaneva del tetto della navata e scoperchiando le due cappelle rimaste fino ad allora intatte.

 

La chiesa, dichiarata Monumento Nazionale, presenta una bella torre campanaria duecentesca che rimase quasi intatta fino alla seconda metà del 1800, quando fu colpita da un fulmine che demolì il tetto ed una parte del muro. Il campanile venne restaurato nel 1953-54, ma per motivi sconosciuti il tetto del campanile fu rifatto ad un solo piovente anziché a quattro come era quello originale.

All’altezza della cella campanaria, su ciascuna delle quattro facciate, per gli ultimi due piani, vi è una finestra trifora (cioè formata da tre archetti) con arco centrale poggiante su due colonnine di marmo con capitelli a stampella (capitelli tipici dell’architettura medievale che  presentano sui lati più corti delle sporgenze a forma di mensola, quasi ad assomigliare a delle vecchie stampelle in legno). Nei piani sottostanti la torre campanaria presenta prima altrettante finestre bifore e più in basso semplici monofore.

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