Archivio Tesori

  • Acquedotti, fontane, cisterne e altre opere idrauliche

    L'acqua da sempre è stata considerata un dono degli dei e le fontane (per i romani fons) fin da subito rappresentarono le sorgenti: dalle iniziali vasche per abbeverare gli animali alla monumentalizzazione con cascate e zampilli. Le opere di captazione, le cisterne, i pozzi e gli impianti di riserve idriche, le dighe, i cunicoli sotterranei e i grandi acquedotti sono oggetto di studio di una nuova archeologia dell'acqua. I ninfei furono l'evoluzione delle fontane: si ricrearono luoghi freschi e ombrosi dove oziare e trascorrere momenti per riunioni e convivi. Dopo il medioevo, che vide molte fontane a secco per i tagli degli acquedotti e il conseguente riutilizzo delle architetture per fini più pratici come l'abbeveramento degli animali, con il Rinascimento si ebbe il passaggio di ruolo di fontane, mostre e ninfei che divennero vere e proprie opere d'arte inserite nel contesto urbano.

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  • Antiche vie di comunicazione

    Le vie di comunicazione, e con esse le strade vere e proprie, rappresentano il vero segno della grandezza di una civiltà…. E Roma ebbe un ruolo fondamentale nello sviluppo delle strade, intese non solo come importante infrastruttura, ma come parte fondamentale per lo sviluppo economico, industriale, agricolo e commerciale del futuro impero. I primi costruttori di strade nel Lazio furono però molto probabilmente gli Etruschi o almeno di questi sono le più antiche evidenze... e i romani spesso ricalcarono le vecchie arterie commerciali degli etruschi… La via Clodia ad esempio ricalcò almeno in parte un'importante via etrusca che collegava Caere (Cerveteri) a Volsini novii (Bolsena), la via Cassia che va da Roma a Cortona fu prima etrusca, la via Aurelia che costeggiava il Tirreno, idem. Gli Etruschi si limitarono però a usare un tufo compatto, scavando le strade direttamente sulle colata, mentre i Romani usarono la selce per pavimentarle, molto più dura e resistente. I romani utilizzavano diversi tipi di strade, da quelle fatte con tronchi, a quelle etrusche scavate nel tufo ma ripavimentate, a quelle pavimentate in acciottolato (galeratum) alle strade in basolato. Si reputa che durante il periodo romano vi furono circa 100.000 chilometri di strade lastricate e sicure ed altri 150.000 chilometri di strade in terra battuta… Le strade poi vennero usate nel medioevo contribuendo così per i secoli successivi allo sviluppo economico e culturale delle popolazioni del Lazio e non solo… e continuarono ad essere utilizzate fino ai giorni d’oggi… Le strade erano poi “circondate” da manufatti come ponti, gallerie, viadotti, stazioni di posta (statio), pietre miliari, archi di trionfo, porte di accesso alle città, terrapieni, santuari e sepolcri…

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  • Antichi insediamenti

    Tutte le civiltà sono giunte a creare degli insediamenti urbani. Le esigenze di difesa e cooperazione hanno determinato la crescita da piccoli villaggi neolitici a veri e propri agglomerati urbani. La scelta del luogo dove far sorgere un villaggio era all'inizio legata alla disponibilità di acqua corrente e alla vicinanza di terre fertili. Man mano che la popolazione cresceva si andavano a creare anche ruoli extra-agricoli e il villaggio cresceva in borgo, divenendo sempre più un luogo di scambi commerciali e di servizi, un luogo dove l'attività agricola si allontanava per cedere il posto a funzioni amministrative e culturali... La storia antica era fatta anche di aggressioni e l'insediamento dovette fin da subito pensare ad architetture difensive e col passare dei secoli la posizione divenne sempre più strategica: i villaggi costruiti in pianura se non adeguatamente protetti ebbero vita difficile e si predilessero luoghi già naturalmente più difesi come rupi, elevazioni... I romani, influenzati anche dalla cultura etrusca e poi greca, e forti della propria superiorità militare, fecero sorgere i propri insediamenti seguendo le necessità di acqua e terre fertili sempre partendo dall'agglomerato più semplice: l'accampamento militare (il castrum). Era uno schema basato su due assi perpendicolari (cardo e decumano) e al loro incrocio sorgeva il foro, il luogo prediletto per la giustizia, per la politica, le cerimonie religiose e gli scambi commerciali. Nell'alto medioevo nuovi insediamenti vennero creati nelle alture attorno ad una torre per offrire rifugio agli abitanti della costa soggetti agli attacchi e incursioni di pirati o per sottrarre gli abitanti delle terre di piano agli impaludamenti. Successivamente si ritorna a conquistare quelle terre abbandonate per secoli e ripopolare aree poco urbanizzate o aree di pianura da bonificare dai persistenti impaludamenti.

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  • Borghi

    Il termine borgo è analogo a quello di centro abitato. Nei secoli passati questa denominazione era spesso riservata ai paesi diimportanza che possedevano un mercato ed una fortificazione. Per la presenza di queste strutture il borgo si differenziava dal "villaggio". Il borgo nel Medioevo era costituito da un gruppo di case che sorgevano intorno ad una piazza, normalmente quella della chiesa o quella in cui era ubicato il palazzo del comune. Il medioevo vede proprio un grande sviluppo dei centri urbani, c’è una tale voglia di costruire che si scontra con la scarsità di reperibilità dei materiali, al punto che si inizia il fenomeno del riutilizzo di reperti antichi e di materiali provenienti dalla distruzione di strutture preesistenti. Si svilupparono così centri abitati talvolta al di fuori di centri di maggiori dimensioni, inseriti sui bordi delle vie principali che portavano ad essi. Sorgevano borghi medievali soprattutto intorno a fortezze militari e castelli, per approfittare della loro protezione. Spesso, quando i borghi raggiungevano dimensioni superiori alla stessa città, venivano demolite le mura del borgo per poi ricostruirle più ampie I borghi hanno subito poi varie trasformazioni legate allo sviluppo storico architettonico delle città, passando per il Rinascimento che cerca di teorizzare la città ideale pur mantenendo il ruolo quasi inalterato della piazza che dava un senso di serenità e fierezza, il fulcro ancora dei traffici della vita comunale. La piazza e le sue strade venivano poi abbellita da fontane, monumenti, statue...

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  • Castelli e fortezze

    Nell'alto medievo vengono creati, soprattutto per iniziativa feudale, nuovi insediamenti in posizione collinare o d'altura, proprio con forte funzione difensiva e quindi con scarsa regolarità d'impianto. Caratterizzati da uno scarso sviluppo dimensionale furono destinati a dare rifugio di abitanti per lo più fuggiti dalle coste, terre fertili ma soggette a frequenti incursioni e invasioni. Si ebbe così il fenomeno dell'incastellamento che consistette nella lenta trasformazione degli insediamenti sparsi in veri e propri villaggi fortificati (castrum o castellum), spesso riuniti sotto un unico signore, il padrone del feudo. Verso il XII secolo, aumentando le fortificazioni, i castelli divennero dei veri e propri complessi di edifici con funzioni diverse a cui si aggregarono le abitazioni e i magazzini dei contadini. Rimanevano sempre ben distinte due zone di cui una meglio fortificata situata al centro del recinto o nella parte più alta e meglio difesa naturalmente, residenza del dominum, rappresentata da una torre più alta e poderosa detta mastio.Il castello col tempo divenne un vero e proprio simbolo di potere ma anche fulcro della vita sociale. Emerse così un castello principale che assorbì i vicini più deboli, la popolazione abbandona i castelli meno difesi o meno forti per concentrarsi spontaneamente in altri. Gli artigiani e i commercianti spesso determinarono il successo o l'insuccesso di un nucleo. Si iniziò così a formare il territorio del castello con le annessioni delle pertinenze dei castelli abbandonati o decaduti...

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  • Chiese e basiliche

    La parola Chiesa proviene dal greco ekklesìa - che significa “luogo dell’assemblea o luogo della riunione”. Una chiesa in architettura è un edificio specificamente dedicato proprio per il culto religioso cristiano. Come avveniva nella religione greco-romana nel Cattolicesimo l'edificio dedicato al culto è anche sede della divinità, contenendo al suo interno, con l’eucarestia, la presenza del corpo e del sangue di Cristo. Il termine chiesa originariamente indicava la comunità di persone convocata da Dio. Con il tempo il termine ha portato a significare anche il luogo dove avveniva l'incontro della comunità fino ad acquisire il significato praticamente in senso fisico. Numerose sono le tipologie di edifici ecclesiastici cristiani presenti nel Lazio, culla del cattolicesimo, distinte da diverse denominazioni a seconda della funzione o importanza. Troviamo Basiliche (chiese con speciali autorità e poteri conferiti dal Papa), Cattedrali (luogo dove officia il vescovo), Duomi (le grandi chiese più importanti di ciascuna città), Santuari (chiesa specifica dedicata al culto di un Santo specifico), Battisteri (edifici dedicati al sacramento del battesimo), Chiese parrocchiali (gli edifici minori legati ad un piccolo territorio e retti da parroci), Pievi (chiese con poteri su più parrocchie rette da un arciprete, solitamente situate in luoghi rurali), Cappelle (nicchie absidali all’interno di chiese o piccoli edifici isolati), Edicole (piccoli luoghi spesso posizionati agli incroci di vie cittadine o rurali, con immagini sacre), ecc.. I luoghi del cristianesimo del Lazio hanno subito nel tempo tutti i passaggi dell’evoluzione architetturale nella storia, partendo dal momento in cui nel 313 Costantino, col suo editto, concesse la libertà di culto: si parte dalle domus ecclesiae (case della comunità cristiana) passando per il medioevo, con l’arte romanica prima e l’architettura gotica poi, muovendosi nel rinascimento con la fantasia del barocco, fino ad arrivare al romanticismo con il neogotico e gli stili di rinnovo e recupero successivi…

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  • Città abbandonate

    Le città ed i piccoli centri "fantasma" sono quelle località un tempo abitate che sono state abbandonate, a seguito di calamità, guerre, pestilenze o magari semplice abbandono del territorio. Che siano quindi feudi abbandonati in seguito a saccheggio o cittadine distrutte dalla peste, le ritroviamo oggi spesso riconquistate dalla vegetazione che entra nelle dimore abbandonate ancora intatte e nei palazzi signorili, oppure spettrali e buie, sempre bellissime e in grado di farci rivivere le atmosfere del tempo, l'intimità della vita quotidiana abbandonata, i fasti dei tempi gloriosi in cui prosperarono. Un vero, reale, viaggio nel tempo.

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  • Eremi monasteri e abbazie

    L'eremo è per natura un luogo di difficile accesso, dove uno o più individui, detti eremiti o anacoreti, si ritirano escludendosi volontariamente dalla società, per condurre una vita di preghiera e ascesi… Agli inizi del Cristianesimo, III- IV secolo, l'eremo è un rifugio in zone disabitate, una grotta o un riparo di fortuna. La forma si è evoluta poi in strutture murarie o in pietra a secco, sempre appoggiate a cavità o pareti rocciose. Ma le forme raggiungono nel Medio Evo una alta complessità. Insieme all'arricchimento degli ordini che col tempo li gestiranno, le strutture crescono di dimensioni e sono dislocate su più piani. L'eremo viene quindi diviso in celle, che ospitano i singoli eremiti. L'appoggio alla roccia a questo punto non è che un sostitutivo per una delle pareti portanti: gli esterni si arricchiscono di inserti lavorati in pietra e gli interni di affreschi e decorazioni. Un monastero è, nel Cristianesimo, un edificio comune (o una serie di edifici) dove vive una comunità di monaci o monache, sotto l'autorità di un abate o di una badessa. I monasteri non costituiscono un ordine religioso: ognuno di essi può essere una comunità a parte, oppure fare parte di confederazioni, con alcune funzioni di coordinamento e di mutuo aiuto. Monastero non è sinonimo di convento. Quest'ultimo venne introdotto con l'avvento degli ordini mendicanti, i cui monaci sono chiamati "frati" e "suore", cioè fratelli o sorelle. Nel monastero sono presenti diversi ambienti: il chiostro (il cortile interno), il dormitorio (le celle dei monaci), il refettorio (la mensa) e le officine, adibite alle varie attività lavorative. La figura dell'eremita è associata spesso a quella del monaco, ma non sempre è legata ai voti religiosi di castità, povertà e obbedienza, oltre che ad una particolare regola. L'abbazia (nota anche come abazia o badia a seconda se diretta da un abate o una badessa), è un particolare tipo di monastero retto dall’abate. La regione Lazio ospita alcuni centri religiosi che hanno fatto la storia della Cristianità: l'abbazia di Montecassino, quella di Casamari, l'abbazia cistercense di Fossanova, quella benedettina di Farfa, il santuario di Santa Cristina a Bolsena. Meta di pellegrinaggi particolarmente devoti è Montecassino.

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  • Geositi

    Con il termine Geosito si indicano tutti i beni geologico-geomorfologici di un'area intesi come quelle emergeze di valore scientifico e ambientale nell'ambito del patrimonio paesaggistico.Quelle architetture naturali, o singolarità del paesaggio, testimoniano i processi e la evoluzione geologica di un territorio. Rappresentano un elemento indispensabile alla comprensione della storia geologica di una regione, e rappresentano valenze di eccezionale importanza per gli aspetti paesaggistici di cui spesso sono la parte più cratteristica o rilevante. Sono inoltre occasioni di richiamo culturale, didattico ad anche ricreativo.

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  • Insediamenti e architetture rupestri ed ipogee

    Il rifugio in grotta o in ripari naturali è stata da subito la scelta delle prime civiltà per trovare un riparo per se stessi e per i prorpi averi. Appena le tecnologie lo hanno permesso, e le condizioni naturali favorito, la scelta dell'nsediamento rupestre è stata adottata da tutte le civiltà mondiali, spesso ricorrendovi sino in tempi recenti. Nel Lazio, sopratutto grazie alle particolari condizioni geologiche offerte dai materiali vulcanici così abbondanti (resistenti ma facilmente scavabili e lavorabili), abbiamo un vastissimo numero è varietà di abitati rupestri, sia per usi abitativi che come depositi, condotti, ecc. Questi insediamenti e architetture coprono un arco temporale di realizzazion ed uso che va dai primi insediamenti umani sino al medioevo. Oggi molti di essi sono statri riutilizzati dagli abitati delle epoche successive, altri sono ancora oggi intatti col loro fascino.

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  • Luoghi di culto pagani

    Prima del diffondersi del cristianesimo altre profonde religioni hanno lasciato segni della loro presenza nel territorio laziale. L’uomo, tra le altre cose, è il creatore e l’utilizzatore di simbologie sacre e su queste orienta i propri comportamenti e la propria vita. Molte sono le tracce che l’uomo ha lasciato nel Lazio dal paleolitico sino ai giorni d’oggi: da vestigia rupestri, are o altari scolpiti nella viva roccia o nel tufo, a iscrizioni e pitture parietali, a grotte, santuari e templi a luoghi di riunioni e di preghiera… In molte religioni, si praticano riti di purificazione o di offerta. I fedeli, per ingraziarsi il proprio dio, offrono doni o sacrificano animali. Non di rado, nell'antichità l'altare veniva usato anche come luogo di sacrifici umani. Normalmente l'altare è fisso, costruito in pietra o legno. Se è usato per sacrifici animali, l'altare ha spesso una forma adatta a raccogliere il sangue degli stessi, che poi sarà usato per i riti di purificazione. Nelle religioni che vivono in modo intenso il rapporto del fedele con gli elementi della natura (acqua, terra, fuoco, alberi ecc.), l'altare è, spesso, posto all'aperto, in mezzo ai boschi, presso le sorgenti, a volte circondato da gradini, per favorire la partecipazione dei fedeli. Spesso l'altare è anche "dedicato", cioè legato al culto specifico di una divinità, quindi collocato in cavità sotterranee. Andremo insieme alla ricerca di ogni forma di culto cercando di ritrarre la numerosa gamma di comportamenti che l’uomo ha avuto nel corso dei secoli…

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  • Miscellanea

    Ci sono posti e siti che non si riece a classificare. A volte per la loro originalità, a volte per qualche aspetto curioso, a volte perchè meritano di essere citati ma sono degli unici nel loro genere.

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  • Musei e biblioteche

    Custode di civiltà millenarie, di culture universali e di tradizioni locali, il sitema museale del Lazio è uan cassaforte che racchiude e protegge il nostro passato e la nostra stessa identità. Spesso sono motori delle economie locali, sempre il punto di riferimento e di cultura del territorio. Luoghi di conoscenza e promozione del territorio in tutte le sue espressioni e potenzialita' culturali, turistiche, paesaggistiche. sono i protagonisti del territorio insieme a biblioteche e istituti culturali, che sono strumenti per la conoscenza e l'approfondimento della memoria e dell'identita' dei luoghi.

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  • Natura

    La natura nel Lazio ha subito negli ultimi anni un significativo degrado soffrendo sempre più l’impatto delle attività dell’uomo: speculazioni edilizie, espansione delle attività industriali e delle attività agricole intensive. Nonostante questo è ancora possibile ritrovare anche vicino ai centri abitati dei gioielli naturalistici, dalle vere e proprie oasi stranamente ancora incontaminate, selve intricate e piccoli specchi d'acqua dove flora e fauna resistono con forza alla contaminazione umana... Il paesaggio laziale presenta una varietà di ambienti tali che vanno dalla duna costiera, agli ambienti forestali di latifoglie a quelli di conifere, passando per la tipica campagna romana e per gli ambienti collinari fino ad arrivare a quelli d'alta montagna, senza dimenticare gli ambienti carsici dei Lepini e quelli delle forre dell'alto Lazio... e questa diversificazione presenta ancora molti luoghi, fortunatamente spesso sconosciuti, che ci lasciano meravigliati per l'integrità ma anche spaventati per il loro futuro, proprio per la loro difficile individuazione e tutela.

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  • Necropoli e sepolture

    Il Lazio, da sempre culla di grandi e piccole civiltà ha ospitato molte necropoli, da quelle di grande rilevanza internazionale a quelle semisconosciute se non agli addetti ai lavori… Tombe isolate o grandiose necropoli, sepolcri monumentali o piccole lapidi, tombe a pozzetto protostoriche o mausolei romani, necropoli altomedievali o semplici tombe antropomorfe longobarde, tutte ricordano il culto dei morti, culto che ha la stessa età di quello per la vita. Dai riti di inumazione pagani a quelli più recenti cristiani ognuno ha lasciato labili o immense prove della fragilità della vita. Tesori del Lazio vuole ricostruire con voi la molteplicità delle sepolture rintracciabili nel Lazio nel corso dei millenni.. dagli etruschi al nord ai latini, sabini e romani al centro agli equi, ernici e volsci nel Lazio meridionale…

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  • Paesaggio

    La concezione di paesaggio si è modificata nel corso del tempo. Nell'accezione classica il paesaggio era legato a caratteri di bellezza e valore, esclusivi di porzioni determinate di territorio, legati a delimitati scorci e vedute panoramiche: le cosiddette "bellezze da cartolina". È comunque un'accezione piuttosto sentita ancora oggi, anche se parziale e non corrispondente al reale meccanismo di produzione del senso di "paesaggio". Il concetto ha avuto molte altre definizioni come ad esempio l'associazione col pittoresco o quella prettamente scientifica per cui "Il paesaggio è l'insieme eterogeneo di tutti gli elementi, i processi e le interrelazioni che costituiscono l'ecosfera, considerato nella sua struttura unitaria e differenziata, ecologico-sistemica e dinamica, che lo identifica con un processo evolutivo nel quale si integrano le attività della natura e quelle dell'uomo, nella loro dimensione storica, materiale, culturale e spirituale, nonché la visione e la percezione che hanno del paesaggio sia il singolo che le collettività". Più in generale potremmo dire che il paesaggiop è la particolare fisionomia di un territorio determinata dalle sue caratteristiche fisiche, antropiche, biologiche ed etniche; ed è imprescindibile dall'osservatore e dal modo in cui viene percepito e vissuto. Per noi di Tesori del Lazio è lo scenario, l'ambiente in cui un bene artistico e culturale nacque, con cui è coerente, che ne ha determinato forma e funzione, in cui il bene si completa e nel quale può essere ammirato in tutti i suoi pieni significati. Alcuni poeti dissero: - "Un uomo si propone il compito di disegnare il mondo. Trascorrendo gli anni, popola uno spazio con immagini di province, di regni, di montagne, di baie, di navi, di isole, di pesci, di dimore, di strumenti, di astri, di cavalli e di persone. Poco prima di morire, scopre che quel paziente labirinto di linee traccia l'immagine del suo volto." - Borges - "La vostra anima è un paesaggio scelto" - Verlaine - "C'è un paesaggio interiore, una geografia dell'anima; ne cerchiamo gli elementi per tutta la vita. Chi è tanto fortunato da incontrarlo, scivola come l'acqua sopra un sasso,fino ai suoi fluidi contorni,ed è a casa" - Hart

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  • Palazzi e ville storiche

    I palazzi storici e le ville nel Lazio rappresentano la nostra storia, spesso vi hanno lavorato, per conto delle famiglie patrizie o cardinalizie, grandi uomini, i migliori architetti e valenti artisti. Praticamente non esiste paese o quasi che non possegga una villa storica con i suoi giardini, magari oggi adibiti a luogo pubblico o un palazzo nobiliare destinato a diventare, quando fortunati, sede del comune se non sede delle attività culturali dello stesso. Altre volte rientrano ancora tra i possedimenti delle nobili famiglie e altre volte ancora sono in stato di abbandono e miseria… dimentichi dei giorni di sfarzo e feste. Lo stesso si può affermare per le ville e i loro giardini, vere e proprie meraviglie dell’architettura e della natura, memori di espressioni artistiche eccelse anche se talvolta opera di semisconosciuti…

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  • Parchi e riserve

    L'Italia, ed il Lazio in particolare, è un territorio con una lunghissima storia abitativa alle spalle. Migliaia di anni di presenza umana hanno lasciato il segno sulla natura, che è stata da sempre utilizzata e sfrutatta, tanto intensamente da mutare interi paesaggio. Ma la ricchezza naturale del Lazio è ancora intatta in tantissimi luoghi, alcuni protetti, altri che dobbiamo proteggere tutti noi, alcuni noti, altri insospettabili. Nel Lazio, c'è un'area naturale protetta in circa 140 comuni su 376, cioè più di un comune su tre. I parchi e le riserve comprendono 205.930 ettari di natura pari al 12% dell' intera superficie regionale, una percentuale superiore alla media nazionale. Il Lazio è l'unica regione con Abruzzo e Calabria, ad essere interessata dalla presenza di tre parchi naturali sul proprio territorio. Nei parchi del Lazio vivono circa 300 specie di vertebrati tra cui alcuni unici al mondo. La ricchezza dell' erpetofauna (32 specie, tra anfibi e rettilii) la pone come regione al secondo posto nell' Italia peninsulare, superato solo dalla Toscana che può contare su alcuni endemismi delle sue isole tirreniche. Ben 61 varietà di orchidee tra le circa 100 italiane fioriscono nelle aree protette del Lazio. Il sistema delle aree protette può contare sul personale oggi più numeroso in Italia. Riguardo alla Rete Netura 2000 il Lazio è la regione che ha proposto il più alto numero di siti di importanza comunitaria (SIC) ben 183. Le zone di protezione speciale (ZPS), sono 42 interessano un'area complessiva di 402.846 ettari, un altro record per le regioni d'Italia, pari al 23% del territorio laziale.

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  • Preistoria

    Le prime comunità umane in Italia risalgono al tardo Paleolitico. Queste comunità diedero vita In modo graduale ad insediamenti che li resero, da popolazioni nomadi, a gruppi organizzati e legati al proprio territorio da attività di coltivazione, caccia e allevamento. Di questi primi gruppi e civiltà ci restano testimonianze sparse ma frequenti, che vanno dai reperti litici alle prime forme di arte rupestre.

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  • Rocche e torri

    L'uomo, fin dalla nascita dei villaggi, ha avuto bisogno di poter vedere i pericoli incombenti, per se e i suoi beni, quanto prima possibile. Per questo furono elevate costruzione in legno per poter arrivare con lo sguardo più lontano dei propri confini, per avere un orizzonte visivo più lungo. La torre romana prende spunto da questa necessità difensiva e militare e viene elevata in corrispondenza di punti strategici o lungo le mura di difesa. Il periodo di maggior diffusione delle torri è però il medioevo quando i villaggi anche se fortificati in modo rudimentale con fossati o recinti in muratura e/o di legno presentano quasi sempre una torre di avvistamento, situata al centro o nel punto più alto dell'area interna. Spesso era l'unico edificio in muratura mentre intorno crescevano le capanne dei contadini normalmente in legno. Dalle esigenze difensive e di avvistamento si passò rapidamente alla soddisfazione di esigenze abitative: le torri permettevano infatti ad una famiglia di proteggersi dai nemici e con la crescita delle città stesse, vennero elevate numerose torri che avevano una duplice funzione: quello di esprimere la potenza e la ricchezza della famiglia e quella meramente di difesa dai nemici (si pensi ai guelfi e gibellini). Poichè l 'altezza della torre era metro della potenza non mancarano le sfide a salire sempre più in alto al punto che spesso ci furono disastrosi crolli. Con l'avvento dei comuni ci fu il fenomeno della scapitozzatura delle torri più alte a seguito dei divietiper i privati di costruire al di sopra del livello della torre del palazzo del governo comunale. Nei secoli successivi le torri vennero gradualmente abbandonate in favore dei più confortevoli palazzi e rimasero solo le torri di avvistamento con funzioni prettamente difensive e militari. Le stesse subirono l'evoluzione dell'architettura militare con le aggiunte di scarpe e feritoie per le armi da fuoco... Furono utilizzate fino all'ultimo conflitto mondiale per gli stessi motivi per cui nel neolitico si costruivano torrette di avvistamento i legno...

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  • Ville antiche e antiche terme

    Il termine villae era usato dai Romani per indicare i fabbricati costruiti al di fuori delle città e più in particolare erano rusticae le fattorie destinate alla sola produzione agricola e ville d'otiu le lussuose residenze destinate al riposo ed al tempo libero. Quest’ultime arrivavano ad essere monumentali, dove il lusso rifletteva la ricchezza e quindi il potere dei proprietari: tutto avrebbe dovuto stupire il visitatore. Questa teoria della villa come status symbol però in questi ultimi anni è sempre meno utilizzata dagli studiosi, non essendo mai state trovate prove concrete dell'appartenenza ad una elite specifica e forte anche del fatto che la diffusione e la numerosità di tali ville è troppo alta rispetto al numero dei senatori e dei membri di altre “caste”. Alcune ville erano però veramente imponenti, con grandi estensioni, dall'architettura complessa e decorazioni ricche e lussuose. Talune presentavano addirirttura dei mausolei funerari, veri e propri sepolcri privati lontano da occhi indiscreti e da eventuali saccheggiatori. Nei testi degli agronomi antichi il luogo ideale per costruire una villa era una modesta altura collinosa. Per questo la gran parte di esse seguiva questa indicazione e ancora oggi avviene nelle campagne della Toscana, Lazio e dell'Umbria. Un'altra caratteristica comune era che le ville non si aprivano mai direttamente sulle vie consolari ma le raggiungevano tramite appositi diverticoli in basolato.

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