COMUNE Sora

Sora (FR) vista dal poeta Cesare Pascarella in viaggio in Ciociaria (4)

Sora (FR) vista dal poeta Cesare Pascarella in viaggio in Ciociaria (4)

Un itinerario in Ciociaria con un compagno di viaggio d’eccezione: il poeta romano Cesare Pascarella che ci lascia memoria delle sue esperienze ne "Le Prose".

Partiremo assieme al Pascarella da Ceprano (FR), dove era giunto proveniente da Roma con il treno, per andare ad Arce, Fontana Liri, Isola del Liri e Sora fino a fermarsi in località Anitrella, frazione di Monte San Giovanni Campano.

Riprenderemo il viaggio poi, con il poeta romano, passando per Monte San Giovanni Campano, Santopadre, Casalvieri e Atina..

 

«Un po’ prima dell’anno mille era signore di Sora un tal conte Pietro, uomo di pessima vita. San Domenico lo andò a visitare, e il tiranno, tócco dalla divina misericordia, gli si gettò a piedi chiedendogli la benedizione. Il Santo lo benedisse e lo abbracciò, e allora il conte Pietro gli parlò così: - Tu  mi hai ridonato la divina salute; dimmi ora che cosa posso fare per ricompensarti.

E San Domenico, il quale non pensava ad altro che a fondare conventi e già ne aveva fabbricati o fatti fabbricare non so quanti in Umbria, nella Sabina e nell’Abruzzo, gli rispose subito: - Edifica un monastero. – Egli annuì, e l’indomani il Santo ed il conte galoppavano su due cavalli nei dintorni di Sora in cerca del sito più adatto alla costruzione della badia; e galoppa galoppa, quando arrivarono colà ove le limpide acque del Fibreno si gettano in quelle del Liri, San Domenico fermò il cavallo e disse a Pietro: - Ecco il luogo.»

 

Fig. 6 - Sora (FR) - Chiesa e il monastero di San Domenico visto dalla sponda opposta del Liri

«All’alba tornai nel santuario. Le lampade e le candele erano quasi tutte spente e una luce bianca e fresca entrava dalla porta spalancata; qualcuno si batteva ancora il petto innanzi alla statua del santo, e un sagrestano, fischiando, spazzava via dalla chiesa le bucce di melone e di cocomero e le altre molte immondizie che vi avevano lasciato i pellegrini.

                        Fuori della chiesa, davanti alle baracche, le venditrici insonnolite, avvolte in panni listati di rosso, giallo e di verde, gridavano con voce rauche, sperando di invogliare i pochi rimasti a comperare ancora qualche chilo di frutta, qualche ciambella, qualche padellata di ciammarruche, e intorno a loro, qua e là sui mucchi di fieno, sotto ai carretti, fra le canestre, gli orci e i barili vuoti molti contadini briachi fradici dormivano profondamente.

Poco lungi, al di là di un prato umido di rugiada e cosparso di fiori, su la via provinciale passavano di tanto in tanto le diligenze di Sora e Roccasecca coi cavalli sonanti e risonanti di tintinnanti sonagli.»

Fig. 7 - Sora (FR) - La chiesa di San Domenico

 
 

Cesare Pascarella
(Da Le Prose di C. Pascarella
- Ed. Mondadori, Milano, 1978)

 

-- Prosegui il viaggio con il poeta a Isola del Liri cliccando qui o torna a Fontana Liri cliccando qui

 

Articolo e Fotografie liberamente concesse a "Tesori del Lazio"
da Giuseppe de Filippis (11-2013)

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