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Arpino (FR) – Loc. Colle Carino – La meridiana “da camera”

Arpino (FR) - Loc. Colle Carino - La meridiana "da camera"

In Italia sono state censiti fino ad oggi oltre undicimila orologi solari, gran parte dei quali si trovano al Nord, soprattutto tra le regioni del Piemonte e Lombardia. Qui da noi, invece, nel Centro Italia, sono più rare, e forse anche più semplici, ma non per questo meno importanti dal punto di vista dell’importante ruolo che esse svolsero nel fornire il tempo ai nostri avi.

Al di la della bellezza artistica di un orologio solare, nelle sue meticolose linee orarie si cela il più profondo significato dello svolgersi della vita quotidiana per il quale ogni meridiana acquista una importanza intrinseca che non può essere messa in discussione.

Probabilmente è anche per questo motivo che tra le circa quarantacinque meridiane che tra il 1988 e il 1998 ho trovato negli angoli più remoti della Ciociaria, ve ne sono alcune a dir poco sorprendenti, nonostante la loro straordinaria semplicità.

Due veri e propri “tesori del Lazio” gnomonici, infatti, si trovano nella piccola frazione di Colle Carino, a poche centinaia di metri dal centro storico della città natale di Cicerone: Arpino!

Durante le mie ricerche in Ciociaria su segnalazione di un simpatico anziano incontrato per strada ad Arpino, mi recai nella vicina frazione di Colle Carino dove in una villa privata vidi qualcosa per me fino ad allora inimmaginabile.

Una meridiana incisa su un disco rotondo di marmo, sistemato tramite una doppia staffa metallica sotto la finestra (fig. 1) di una stanza da letto al primo piano dell’abitazione! Chiesi ed ottenni dai proprietari di poter vedere la meridiana dalla stanza e quando mi avvicinai alla finestra...mi sentii come se fossi stato io stesso il padrone di casa che appena sveglio, nel recarmi alla finestra per vedere il panorama e il tempo che fa, sotto di me un ridente (dalla forma simmetrica della raggiera oraria) orologio solare mi augurava una buona giornata con la sua ombra gnomonica.

Nel mio caso però erano le tre pomeridiane di un mese invernale e quindi, il “buongiorno”, era solo una mia immaginazione di come venisse impiegato l’orologio.

Una idea fantastica, in ogni caso, che mai avevo incontrato fino ad allora e mai forse mi sarei sognato di pensarla. Certo, nel 1907, in una sperduta frazione come quella di Colle Carino, l’ora poteva conoscersi o per via di buoni e costosi orologi a pendolo, o per via dell’ombra del Sole. E l’idea di sistemare un orologio solare orizzontale sotto la propria finestra era davvero singolare ed utile.

L’orologio deve essere stato concepito da una persona semplice, di buoni gusti, giacché è ben lavorato, nella sua condizione elementare, ma probabilmente non è calcolato matematicamente, perchè le linee orarie sembrano equispaziate tra loro, mentre dovrebbero essere più strette attorno alla linea del mezzogiorno e più larghe verso l’esterno (fig. 2).

Lo gnomone, è formato da una strana lamina metallica con un piccola piastrina sul vertice che a nulla può servire in assenza delle curve di declinazione calendariali. 

Tra l’altro il corpo dello gnomone produce un’ombra conica di spessore troppo ampio per poter offrire una lettura precisa sulle linee orarie.

Tuttavia, questa soluzione gnomonica, fino ad oggi, non si è riscontrata in nessuno degli undicimila orologi solari censiti in Italia, costituendo di fatto uno dei “tesori del Lazio”!

 

Articolo e Fotografie liberamente concesse a "Tesori del Lazio" da Nicola Severino (12-2012)

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