COMUNE Amaseno

Amaseno (FR) – La Chiesa di Santa Maria

Amaseno (FR) - S.Maria -  Facciata e campanile

AMASENO (FR) La Chiesa romanica di Santa Maria: Il portale e le tracce cosmatesche 

Lasciandosi alle spalle la bella abbazia di Fossanova (LT), a pochissima distanza si arriva, lungo la strada dei Monti Lepini in direzione Frosinone, al caratteristico borgo di Amaseno (FR).

Amaseno (FR) - S.Maria - Il portale maggiore

Dagli studi storici effettuati risulta che la chiesa romanica, costruita tra il 1165 e il 1177, è anteriore di circa venti anni alla più famosa chiesa abbaziale di Fossanova, iniziata l’anno 1187 e consacrata nel 1207.

Da ciò ne risulterebbe che la chiesa di S. Maria ad Amaseno costituisce il primo monumento nazionale di quella prima architettura ogivale, introdotta in Italia dai cistercensi francesi.

Dall’iscrizione incisa sul pulpito sappiamo che la chiesa fu sottoposta a significativi interventi di restauro e “completamenti” non bene specificati, sotto la direzione di  artefici locali come Pietro Gulimari da Priverno.

La chiesa appare di forma basilicale con  la navata centrale che si eleva dalle laterali e termina a timpano, mentre le navate minori  terminano a mezzo timpano.

Sulla facciata c’è il bel portale centrale ad arco acuto, con due colonnine anellate poste in angolo e altre due pensili sul prospetto; il rosone ha otto lobi e si apre entro un arco rotondo, poggiante su snelle colonnine. L'interno è a tre navate, divise tra loro da otto pilastri rettangolari, gli ultimi quattro rafforzati da colonne addossate. I capitelli sono ornati di foglie, gli archi a punta e le volte a crociera.

Amaseno (FR) - S.Maria - dettaglio portale maggiore

Il portale della chiesa viene associato ai portali cosmateschi. Il Venturi, nella Storia dell’Arte Italiana del 1904, citato ai nostri tempi da Luca Creti nell’opera In Marmoris Arte Pertiti, (op. cit. pag. 150 nota 239), trova affinità con i portali delle chiese di S. Antonio a Roma, SS. Andrea e Bartolomeo a Orvieto, San Giorgio a Riofreddo e Santa Maria di Falleri, definendole “tornite, goticizzanti o gotiche, rigorose, ma fredde”.

Anche Edward Hutton, nel suo libro The Cosmati del 1950, cita come cosmatesco il portale della chiesa di Amaseno (denominata però di San Lorenzo, sia da Hutton che da Ventura e Creti, probabilmente perché ivi si conserva l’ampolla con il sangue del santo). 

Inoltre, significative affinità, specie nelle soluzioni delle mensole adottate, si possono vedere in relazione al primo portale della chiesa di San Saba a Roma e soprattutto a quello della chiesa abbaziale di Rossilli, presso Gavignano.

Amaseno (FR) - S.Maria - Il RosoneAmaseno (FR) - S.Maria - Portale laterale

Ora è da osservare che, se la chiesa di Amaseno fu consacrata nel 1177, non si può parlare di portale cosmatesco nel senso di avvicinare questo ai portali che i Cosmati della famiglia di Lorenzo di Tebaldo realizzarono tra il 1200 e il 1250.

Attorno al 1170 lavorava Nicola d’Angelo e suo figlio Iacopo, discendenti di magister Paulus; Lorenzo di Tebaldo, Pietro Vassalletto e infine Giovanni e Guittone, figli di Nicola della famiglia di Ranuccio (o Raineiro).

Di questi, solo alcuni si spostarono nel sud del Lazio per compiere dei lavori, ma in epoca più tarda rispetto alla consacrazione della chiesa.

Per quale motivo, se si escludono le affinità di cui sopra, il portale di S. Maria ad Amaseno sia stato citato come “cosmatesco”, non risulta molto chiaro

Amaseno (FR) - S.Maria - Il tabernacolo

Piuttosto, all’interno della chiesa è possibile vedere qualche traccia di arte cosmatesca nel tabernacolo murato che si fa risalire all’epoca della consacrazione della chiesa.

Si tratta di un tabernacolo definito “rurale” posto a cornu Evangelii e consistente in un vano ricavano nel muro stesso protetto da una piccola porta di ferro.

Al di sopra si vede una piccola cornice ad arco acuto ed un disegno che forma geometricamente una croce cosmatesca ad intarsio di paste vitree.

Essa è formata da una croce centrale e da quattro campiture triangolari esterne che formano un tondo.

Amaseno (FR) - S.Maria - croce cosmatesca sul tabernacolo

La decorazione è fatta di tessere triangolari blu e oro, bianche e rosse con scomposizioni in elementi minori per le campiture esterne, mentre la croce centrale è decorata da tessere a forma di triangoli neri, rossi e oro scomposti in elementi minori. 

Fig. 8 Amaseno (FR) - S.Maria - tracce cosmatesche

 

 

Al centro vi è un quadrato turchese disposto in diagonale, campito intorno con triangoli color oro.

Alcuni degli affreschi presenti nel presbiterio, di epoca trecentesca, riprendono tratti decorativi di gusto cosmatesco, come si vede più profusamente nel Sacro Speco a Subiaco e in altri luoghi dove non mancarono opere cosmatesche.

 

 

Articolo e Fotografie liberamente concesse a "Tesori del Lazio" da Nicola Severino (07-2012)

 

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