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Cittaducale (RI) - loc. Grotti - Riparo preistorico con pitture

Cittaducale (RI) - loc. Grotti - I ripari preistorici

 

Dal piccolo borgo di Grotti un sentiero ripido a mezza costa, tra gli emozionanti strapiombi rocciosi del Monte Ponzano, porta alla scoperta di alcuni tesori nascosti nella Sabina, con un balzo nel tempo fino a tornare indietro nella preistoria: ripari preistorici ricchi di antiche pitture...

La valle del fiume Salto grazie alla sua naturale agevole percorrenza ha rappresentato fin dall’antichità un’ottima direttrice naturale di collegamento tra la zona umida del Fucino, dove vi, era presente il bacino del lago omonimo ricco di presenze pre-protostoriche e la Conca Velina, anch’essa area umida, dove sono stati rinvenuti numerosi insediamenti del periodo noto come Bronzo medio e prima età del Ferro.

Il riparo sotto roccia con pitture rupestri è ubicato nell’ultimo tratto della valle del Salto, prima della confluenza con il fiume Velino presso Rieti, nel settore di valle fluviale compreso tra le frazioni di Casette e Grotti, dove la valle del fiume Salto diventa come uno stretto canyon lungo quasi 4 km e largo circa 200 metri. Qui si aprono numerosi ripari sotto roccia originati sia dall’azione di erosione del fiume Salto, in tempi pleistocenici, e sia dall’azione erosiva degli agenti atmosferici…

Questa particolare morfologia della valle del fiume Salto e del territorio circostante spinse lo scorso secolo i primi archeologi ad intraprendere l’esplorazione della zona. Nel 1951 e nel 1953 il prof. Antonio Maria Radmilli e l’ingegnere Rinaldo Rozzi iniziarono le esplorazioni dei ripari sottoroccia del monte Ponzano, ma non segnalarono la presenza di pitture rupestri ma solo di piccoli frammenti fittili. Negli anni ’70 Il Firmani e il Mandarini seganalarono diversi ritrovamenti di materiale d’impasto attribuibili all’età del Bronzo. Nell’autunno del 2004 il prof Mattioli, titolare della Cattedra di Protostoria europea dell’Università di Perugia, ha individuato un riparo sotto roccia con pitture rupestri di colore nero attribuibili ad età preprotostorica. Nel riparo sono state individuate sedici pitture di colore nero e rosso, distribuite in 2 raggruppamenti principali… Tutte le pitture in nero sono caratterizzate da un tratto probabilmente derivato dall’utilizzo di un pezzo di legno in parte carbonizzato. L’utilizzo di questo colorante è ampiamente testimoniato nell’arte rupestre pre-protostorica europea.

Diverse sono le tipologie di pitture riscontrabili; dal motivo geometrico, all’antropomorfo ramiforme a quello schematico o cruciforme. In generale prevalgono le pitture antropomorfe tra cui ne risulta anche una del tipo a phi greco. Le diverse tipologie di disegni fanno pensare ad una assidua frequentazione del sito nel tempo.

La maggior parte degli studiosi concordano, per confronto con altri ripari europei, tra cui soprattutto rappresentazioni iberiche e francesi, che i disegni antropomorfi potrebbero appartenere ad un periodo compreso tra il Neolitico medio e la media età del Bronzo. Mentre per quanto riguarda le figure geometriche del riparo di Grotti, anche se spesso sono di difficile lettura anche a causa di micro distacchi, potrebbero essere datate dal Paleolitico superiore finale fino all’età del Ferro. 

 

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