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Manziana (RM) - La Caldara - Monumento Naturale della Caldara di Manziana

Manziana (RM) - La Caldara - Monumento Naturale della Caldara di Manziana 

- Testi elaborati da TESORI DEL LAZIO (10-2010)

 

Dal 1988 la zona è stata sottoposta a vincolo dichiarandola Monumento naturale ed è gestita dal Parco Naturale Regionale di Bracciano-Martignano, ultimo nato dei parchi del Lazio.

Un piccolo geyser, sempre in apparente ebollizione, ha dato il nome a tutta la zona. Il nome caldara, infatti, ricorda un calderone ossia una pentola che bolle in continuazione senza mai smettere...

I sensi e tutto il paesaggio ci portano a considerare quest’acqua come molto calda, invece non supera i 20°C! Non si tratta, infatti, di un’ebollizione dovuta a forti temperature ma a manifestazioni gassose...

Qui le manifestazioni gassose consistono, principalmente, nell'emissione di notevoli quantità di due tipi di gas: anidride solforosa e anidride carbonica. Questi gas, che continuano a risalire dalle profondità della terra, sono responsabili di quei fenomeni che sembrano far ribollire l'acqua o il fango.

In questi luoghi si accampavano i legionari romani, di ritorno dalle estenuanti spedizioni in lungo e largo per l’Europa, il Nord Africa e l’Ovest asiatico. Questi venivano qui a fare dei bagni con i fanghi termali, per purificarsi e liberarsi da eventuali malattie.

Dopo aver ammirato le meraviglie di paesi e culture diverse e vissuto gli orrori della guerra cruenta e barbarica, dovevano soggiornare qui forzatamente a soli 40 km da Roma…

Una particolarità della zona della Caldara è data dalla presenza dell’inconfondibile sagoma delle betulle (Betula pendula) con la loro corteccia bianca, che tende a squamarsi, tra la vegetazione mediterranea di ginestre, felci, cerri e castagni. Eppure i boschetti di betulla sono tipici della tundra, dei paesi nordici o sono, per lo più, relitti dell’era glaciale nelle montagne alpine.

La presenza di questi boschetti a quote così basse e così vicino al mare fa presumere che siano un estremo relitto dell’ultima glaciazione oppure che siano state piantate dall’uomo, nel secolo scorso, e si siano adattate all’ambiente, grazie alle particolari caratteristiche del microclima della Caldara.

I gas liberati da queste acque, se in concentrazioni elevate e in particolari condizioni atmosferiche, possono essere nocivi, portando alla morte piccoli mammiferi e uccelli

Infatti non è raro osservare, attorno alle polle, i resti di incauti animali che si sono soffermati troppo a lungo attorno ad esse o che, a causa della partecipazione alla catena alimentare, si sono trattenuti troppo a lungo a mangiare i resti della prima vittima, cadendo così anch’essi in una terribile trappola a catena.

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