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Monteleone Sabino (RI) - Chiesa di Santa Vittoria

Monteleone Sabino (RI) - Chiesa di Santa Vittoria 

- Testi elaborati da Tesori del Lazio (06-2010)

Piccola e isolata tra gli ulivi delle colline sabine, la chiesa di Santa Vittoria rappresenta uno tra i più interessanti esempi di architettura romanica nel Lazio. Non molto lontana dal centro abitato di Monteleone Sabino (RI), la chiesa, consacrata nel 1171 e rimaneggiato nella seconda metà del XV secolo, presenta la facciata completamente rivestita in pietra e marmo, mentre l’interno è a tre navate irregolari con copertura a capriate.

Dalla navata centrale è possibile accedere alle catacombe nelle quali fu sepolta Santa Vittoria (martirizzata durante la persecuzione di Decio attorno all’anno 250), sulle quali pare sia stato realizzato un primo edificio religioso già nel IV secolo.

La facciata della chiesa (dichiarata Santuario dal 2008) si fa notare subito, come abbiamo detto, per essere interamente rivestita in pietra e marmo e per gli inserimenti di elementi sicuramente più antichi.

Il portale, in marmo bianco, è decorato a girali di acanto (frequente nella decorazione architettonica romana) e presenta, al centro del restaurato architrave, l'Agnus Dei con la croce, sormontato da una lunetta con un affresco medievale ormai quasi del tutto sbiadito. Il tutto è circondato da quattro finestre cieche ad arco, mentre sul timpano campeggia un altro Agnus Dei con croce.

Tipico dell’architettura romanica è anche un leggero piccolo portico (detto protiro), posto quasi a protezione dell’ingresso, che incornicia il portale con 3 colonnine, di cui la terza più esterna è quasi del tutto andata perduta.

Al di sopra del portale un rosone a otto petali, mentre gli spioventi del tetto sono ingentiliti  da una serie di archetti a tutto sesto. In alto a destra spicca tra le decorazioni di epoca romana inserite nella facciata romanica un volto stilizzato, forse un helios, cioè un sole, poco più in basso un fiore e ancora più in basso il grande rilievo di un leone.

Dalla pregevole chiesa romanica con la facciata in pietra e marmo bianco, dedicata a Santa Vittoria, eretta probabilmente nell'VIII secolo, sotto la tutela della potente e vicina Abbazia di Farfa, spicca a destra l’austero campanile romanico.

Massiccio e alto si eleva alleggerito da due ordini di bifore entrambe poggianti su colonnina di marmo con i medievali capitelli a stampella e con le superiori leggermente più allungate. Molto più in basso si notano delle monofore chiuse.

Guardando attentamente è facile trovare, incorporato lungo il corpo del campanile, del materiale di spoglio della vicina Trebula Mutuesca tra cui molte epigrafi romane.

Non lontano dalla chiesa di Santa Vittoria, presso la valle denominata Pantano, troviamo infatti i resti di Tremula Mutuesca, fiorente centro sabino che prende probabilmente il nome dalla popolazione dell’area, i mutueschi o mutusci, conquistato dai Romani nel 290 a.C. con il famoso “blitz” di Curio Dentato...

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