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Comune: Viterbo

Vetralla (VT) - Norchia Orcla - ruderi del Castello dei Di Vico - Foto di G. Garofoli (10-2005)

Viterbo (VT) - Norchia/Orcla - ruderi del Castello dei Di Vico

 

Vetralla (VT) - Norchia/Orcla - ruderi del Castello dei Di Vico

- Testi elaborati da TESORI DEL LAZIO

Sul pianoro tufaceo, stretto e allungato, difeso naturalmente su tre lati, il primo insediamento si ebbe già in epoca protostorica e preistorica. La presenza proseguì con un villaggio fortificato protovillanoviano e continuò ad esistere con la civiltà etrusca, come ci testimoniano anche le monumentali necropoli rupestri che la circondano.

La storia di Norchia romana continua anche se, in quel periodo, perde di importanza retrocedendo a castellum dell’agro tarquiniese. Per la sua posizione strategica e la posizione lungo la Via Clodia, Orcla, diviene uno dei siti conquistati dai longobardi, come ci riportano i documenti del 775 d.C. del Regesto dell’Abbazia di Farfa. La civica Orcla è menzionata poi come castrum da papa Adriano IV, segno di perdita di prestigio, e per questo motivo ne dispone una prima fortificazione nella metà del XII secolo, munendola di mura di cinta e torri, per farne una base strategica.

La seconda ricostruzione è, invece, ad opera del cardinale Albornoz intorno al 1364 dopo la distruzione da parte di Giovanni di Vico nel 1351. Nel 1396 viene riconcessa ai di Vico da papa Bonifacio IX. Si arriva al completo abbandono nel 1435, dopo che papa Eugenio IV dispone lo “scaricamento” del castello.

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