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Comune: Nettuno

Nettuno (RM) - Torre Astura - Foto di G. Garofoli  (08-2014) Nettuno (RM) - Torre Astura - Photo from Wikipedia by Alessio Antonietti

Nettuno (RM) Castello di Torre Astura

Nettuno (RM) - Castello di Torre Astura

- Testi elaborati da TESORI DEL LAZIO (05-2015)

Una pittoresca fortezza si erge dal mare, poco lontano da Nettuno (RM), sui resti di una peschiera romana, collegata solo da un lungo ponticello in muratura, nei pressi della foce del fiume Astura.

L'Astura romana, indicata anche nella Tavola Peutingeriana, era una sorta di approdo alla foce del fiume omonimo, posto lungo la via Severiana, sede di numerose ville già dal I sec. a.C.  tra cui una di Cicerone.

Fonti documentate riportano la prima citazione del castello di Astura al 1193 quando la zona era sotto il controllo dei Frangipane, ma sicuramente una struttura fortificata a controllo dei saraceni già era ivi presente, quando il territorio era dei Conti di Tuscolo, signori tra l'altro anche di Nettuno tra il IX e il X secolo.
Nel 1268 Torre Astura fu teatro di un episodio storico: il tradimento ai danni del giovane re Corradino di Svevia, in fuga verso l'alleata Pisa dopo la sconfitta della battaglia di Tagliacozzo, che portò alla sua cattura e alla sua prigionia proprio nel castello, dopo esser stato catturato da Giovanni Frangipane, Signore di Astura. Pochi anni dopo la flotta di galee siciliane nel 1286 vendicò il tradimento attaccando il castello, uccidendo il figlio del traditore Giovanni e mettendo a ferro e fuoco la fortezza.
Pochi anni dopo i Frangipane la ricostruirono perpoi essere nuovamente danneggiata nel 1328.
Il castello nella seconda metà secolo XIV passò agli Orsini e agli inizi del secolo XVI passò ai Colonna insieme alla Fortezza del Sangallo di Nettuno. Entrambi poi nel 1594 passarono alla Camera Apostolica diventando da quel momento il vero baluardo contro i pirati infestanti questo tratto di mare.
Dal XVII secolo numerosi documenti riportano con precisione lo stato della torre, dei suoi armamenti, i nomi e le gesta dei torrieri e dettagliati resoconti di atti bellici in difesa della costa o atti di prevenzione per intimorire i pirati di passaggio.
Alla fine del XVIII secolo Torre Astura ancor era considerata una delle vedette più importanti della costa laziale.
Nei secoli la passerella di canne e tavoloni, per accedere alla fortezza dalla riva, si trasformò nel lungo ponte provvisto di numerosi piccoli archi che vediamo ancor oggi, mentre i resti della peschiera e del porto romano nei secoli scorsi erano molto più alti e non permettevano alle navi nemiche l'avvicinamento.
Numerosi furono i rimaneggiamenti architettonici dal medioevo in poi, sia per motivi militari che per recuperi di avvenute distruzioni.

L'aspetto attuale del complesso militare risale verosimilmente al periodo dei Colonna, quando la fortezza smise di essere prettamente una rocca di osservazione e aumentò il ruolo di difesa e di offesa per il pericolo di una invasione turca. Si elevò il possente maschio pentagonale, si aprirono bocche da fuoco per il tiro radente, si elevò una torretta semicircolare per difendere il maschio e si sostituì l'accesso portandolo dal lato nord a quello attuale ad est, con passaggio sul ponte di tavolati e con un finale ponticello levatoio.

Nel XVIII si ebbero nuove modifiche per trasformare il luogo da roccaforte ad abitazione e alcuni restauri furono iniziati ad opera dei Borghese che nel frattenpo nel 1831 divennero proprietari.

Oggi la torre è abbandonata alle intemperie all'interno di un poligono militare, che apre ai bagnanti per la stagione estiva. Poligono che ha almeno protetto la zona dunale e la pineta interna dalla certa cementificazione di questo bel tratto di mare.

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