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Comune: Cerveteri

Cerveteri (RM) - fraz. di Ceri - accesso al Castellum Cere - Foto di G. Garofoli (09-2010)

Cerveteri (RM) - fraz di Ceri - Castellum Cere

Cerveteri (RM) - fraz. di Ceri - Il Castellum Cere 

- Testi elaborati da TESORI DEL LAZIO (09-2010)

Non sono state trovate prove di frequentazione arcaica dello sperone di tufo che accoglie il borgo di Ceri col suo castello, ma che sia stata dimora etrusca lo confermano la presenza della tagliata nel tufo, che rappresenta l’attuale accesso al borgo medievale e le numerose tombe a camera rinvenute nelle immediate vicinanze.

Le prime notizie documentali si hanno in una bolla di Papa Gregorio IX nel 1236, quando si cita la distinzione tra le due Caere medievali: Caere Vetus (Cerveteri) e Caere Nova (Ceri).

Secondo alcuni studiosi la fondazione della nuova Ceri e del suo castello si ha tra la fine del XII secolo e gli inizi di quello successivo. Il castellum Cere rientra nell’elenco dei beni testamentari di Alberto Giovanni Stefano Normanni del 1254.

Dopo un tranquillo periodo sotto i Normanni Alberteschi durato poco più di un secolo, passa nel 1347 ai Bonaventura per arrivare poi ai Venturini e nel 1446 è ereditato dagli Anguillara (conosciuti anche come Orsini di Anguillara).

Gli Anguillara nel 1470 costruiscono una nuova rocca con Giovanni Orsini e poco dopo il castello diede i natali al famoso Lorenzo OrsinI, più noto come Renzo da’ Ceri, strenue difensore della Chiesa e famoso per essere considerato un audace tra i Capitani del tempo.

Dopo l’assedio dei Borgia e la disfatta del 1503, le mura furono ricostruite  proprio ad opera di Renzo tra il 1503 e il 1527.

Una cronaca del 1503 ci ricorda come Cesare Borgia, detto il Valentino, “conobbe” Ceri….:

“alli 6 de aprile se arrese Cere allo duca Valentino, et lo signore Iulio Orsino andò dallo duca Valentino et poi venne denanzi allo papa Alisandro et fecero salvare le persone et la rotta. Questo Cere era dello signore Giovanni de Cere, et poi lo duca Valentino tutto o spianò; era forte loco.” 

La proprietà del castello passò nei secoli di mano in mano con alterne vicende giungendo ai Cesi, i Borromeo e nel 1678 agli Odescalchi fino ad arrivare nella prima metà del XIX secolo ai Torlonia che disseminarono nel borgo il loro stemma..

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