FAQ Promotori culturali
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FAQ Promotori

Domande e risposte

Di seguito troverete una serie di FAQ tra le più importanti.

Non esitate comunque a rivolgerci altre domande, o a richiedere maggiori spiegazioni sulle attività dei promotori culturali di Tesori del Lazio anche tramite mail a promotori@tesoridellazio.it
Le più significative le inseriremo in questa sezione. 

 

Devo pagare per essere Promotore Culturale ?

No, è solo necessario divenire soci della associazione

 

Quanto dura la carica?

Un anno, quanto è la durata della tessera associativa, ovvero 365 giorni solari

 

Chi decide sulla nomina o il rinnovo della carica di Promotore Culturale?

Il Consiglio Direttivo di Tesori del Lazio

 

Posso ricoprire la carica per più di un anno?

Certamente, l'unica ostativa è rappresentata da eventuali ulteriori candidature per lo stesso comune che dovranno essere valutate di volta in volta.

 

Posso realizzare iniziative in autonomia?

Certamente, coordinandoti però prima col Direttivo per avere suggerimenti e indicazioni utili.

 

Se dovessi sostenere delle spese per la mia ttività di Promotore Culturale posso chiedere un rimborso?

Ad oggi Tesori del Lazio si sostiene con le sole quote sociali e quindi non possiamo prevedere rimborsi per questo ruolo. In caso di attività che possano generare donazioni alla Associazione ogni aspetto relativo alle spese in oggetto potrà essere preso in considerazione.

 

Perchè per essere Promotore Culturale devo essere socio?

Per godere dei benenfici della associazione, prima fra tutti la copertura assicurativa.

 

Sono previste in futuro altre attività "istituzionali" per il Promotore Culturale?

Abbiamo moltissime idee e progetti già in serbo, che speriamo possano non solo portare risultati in termini di promozione, difesa e valorizzazione del territorio, ma anche in un breve futuro generino occasioni professionali e personali per Promotori, operatori, enti e associazioni sul territorio.
Per ora iniziamo costruendo con voi la nostra squadra!

 

Perchè non  è possibile inserire direttamente le immagini ma occorre inviarvele via mail?

Perchè per motivi di sicurezza del sito (controllo antivirus), disposizioni legate alla privacy e alla regolamentazione delle promozioni commerciali  dobbiamo controllare preventivamente che le foto non contengano  ad esempio volti in primo piano, bambino, pubblicità palese per attività commerciali, ecc.

 

Ma può essere Promotore culturalke anche un ente e non una persona fisica?

Certamente si, occorre comunque che vi sia almeno una quota associativa a nome di una persona fisica della organizzazione, ente o associazione.

 

Ma il Promotore Culturale è anche una figura professionale?

Il "Promotore Culturale" è anche una figura professionale, sempre più diffusa. Si tratta appunto di una figura, l'heritage promoter, che si occupa della promozione anche turistica del patrimonio culturale, storico e di tradizioni di un determinato contesto locale, a partire dalla individuazione dei siti, fino all'aggregazione operativa di soggetti pubblici e privati per la promozione del patrimonio cultutale stesso. La definizione della figura di promotore culturale  coglie appieno lo spirito del socio di Tesori del Lazio, ma non chiediamo specializzazioni in tal senso... La voglia di fare, di difendere e di valorizzare il proprio patrimonio comunale è il motore del promotore culturale di Tesori del Lazio.

 

Ma il termine heritage non indica solo le opere d'arte?

Il concetto di heritage non è di facile definizione perché si tratta di un termine che implica spiegazioni ampie , articolate e con molteplici accezioni, dal momento che si riferisce a tutto ciò che riguarda il passato, inteso sia in senso concreto e materiale sia in senso astratto e immateriale.

Nei secoli passati gli ambiti di interesse dello heritage erano principalmente le opere d’arte, i siti storico-archeologici, i monumenti, gli edifici e i palazzi antichi. Oggi invece questo concetto abbraccia anche tutto l’insieme delle tradizioni cosiddette immateriali: leggende, miti, usi e costumi, canoni, proverbi, feste popolari, valori etici e morali.

D.T. Herbert (1997) definisce il termine heritage con un’espressione semplice che tuttavia permette di comprendere il significato profondo del concetto “That wich is inherited from the past”. Lo Heritage è dunque l’intero patrimonio che le nuove generazioni ricevono in eredità da quelle passate, è tutto ciò che viene conservato, protetto e collezionato per far sì che non vada perso con il trascorrere del tempo.

Lo Hertitage riguarda le persone, le loro attività sociali, lavorative culturali e i luoghi in cui si attuano tutte queste diverse relazioni.

Ashworth sottolinea come lo heritage sia un concetto fortemente polisemico: da un punto di vista diacronico, in quanto creato e ricreato dalle diverse società (le quali sono esse stesse mutevoli), e da un punto di vista sincronico, perché lo heritage può avere svariati creatori, numerosi fruitori e, di conseguenza, può esprimere parecchi significati. A questo proposito Ashworth utilizza l’espressione Coexisting heritages proprio per esprimere la poliedricità del concetto di heriatge.

Ciò che risulta essenziale perché si possa parlare di heritage è la presenza del binomio spazio temporale trattandosi di uno specifico patrimonio storico-culturale che appartiene al passato e lasciato in eredità a chi vive in un determinato luogo. Un’affermazione di Adrienne Rich spiega molto efficacemente la relazione che intercorre tra il soggetto sociale e l’ambiente in cui vive “un luogo sulla mappa è anche un posto nella storia”. Infatti il patrimonio per essere tale ha bisogno di un preciso spazio in cui radicarsi e a cui appartenere. Non avrebbe senso parlare di trasmissibilità e di eredità se non ci fosse una popolazione o un gruppo sociale che raccoglie e tramanda alle generazioni future (che abiteranno o visteranno gli stessi luoghi) ciò che li accomuna con il passato.

Lowenthal e Binney parlano di sense of past inteso come la percezione da parte della comunità di sentirsi coscienti del proprio passato come esperienza collettiva e come parte integrante del tessuto intellettuale che le accomuna.

Oggi il passato non viene percepito soltanto come un evento accaduto in epoche remote, ma è soprattutto un fenomeno del presente; è un fattore che influenza il pensiero contemporaneo e che condiziona in qualche modo il futuro. Oltre il passato”oggettivo” esiste the sense of past, cioè un passato selezionato che produce senso nel presente e che proprio per questo viene  fatto rivivere nei prodotti culturali che vengono tramandati. Questa selezione di ciò che si ritiene giusto preservare è dunque relativo, mutevole nel tempo, differente da persona a persona (Lowenthal-Binney, 1981).

Walsh (1992) spiega il sense of past come la capacità di saper identificare i segni umani o naturali presenti nel paesaggio collocandoli in una cornice temporale e in una prospettiva storica. Il riconoscimento di tali seni sviluppa il sense of place, il senso e il valore del luogo, la consapevolezza dell’importanza di conservarlo e valorizzarlo.

Lo heritage è quindi sense of past e sense of place e l’interesse per il passato ha una funzione sociale ricostruttiva, di reintegrazone nel presente di alcune qualità ritenute positive ma perse nel tempo (Uzzell, 1989).

La riconoscibilità degli oggetti appartenenti ad un determinato ambiente, il coinvolgimento personale ed emotivo del soggetto, il desiderio di difendere e perpetuare ciò che è legato al passato ha fatto sì che la filosofia dello heritage si diffondesse abbastanza rapidamente creando nuove prospettive di studio.

Questo concetto di heritage centra lo spirito di Tesori del Lazio!

 

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