Il Museo Archeologico dell’Agro Falisco a Civita Castellana

27 Dic 2017 Escursioni Lazio Max

Il Museo Archeologico dell’Agro Falisco è ospitato nel Forte Borgiano a Civita Castellana (VT). Costruito alla fine del XV secolo su progetto di Antonio da Sangallo il Vecchio, il forte è anche conosciuto come Forte Sangallo e fu edificato per volontà di papa Alessandro VI Borgia. La sola visita della struttura militare vale l’entrata, sia per la posizione del forte sia per l’architettura e gli spazi che si possono ammirare. Il primo impianto è a pianta pentagonale, con cinque bastioni. Sia dall’esterno che all’interno si possono ammirare tutte le possibili soluzioni difensive adottate per garantire la inespugnabilità del forte. Bastioni a scarpa e con angolazioni delle mura disegnate per resistere e deviare i colpi delle armi da fuoco pesanti, feritoie e caditoie per coprire ogni angolo in un possibile assedio, fossati e ponti levatoi per rendere quasi impossibile la presa del castello, un susseguirsi di percorsi obbligati e spazi che erano delle vere e proprie trappole per gli assalitori che fossero riusciti a penetrare nel castello.

I bastioni

 

Sotto Giulio II della Rovere (1503-1513) Antonio da Sangallo il Giovane ebbe l’incarico di proseguire l’opera iniziata dallo zio. Fu completato il cortile maggiore, con il porticato a due ordini sovrapposti, e fu eretto il mastio ottagonale che si erge al centro del castello e il portale bugnato di accesso al Forte. Ulteriori interventi furono apportati sotto il pontificato di Pio IV e Paolo III, con la decorazione ad affresco di alcuni ambienti eseguiti dalla scuola degli Zuccari. Il Forte al pari delle altre opere del Sangallo era ritenuto una delle più importanti opere militari della sua epoca e anche per questo fu dimora papale fino agli inizi del 1800. Dopo il 1870 la fortezza divenne un carcere, ospitò gli sfollati durante la seconda guerra mondiale e fu infine destinato dagli anni Cinquanta ad accogliere le collezioni archeologiche provenienti dal territorio falisco.

Il cortile maggiore

 

I Falisci erano una popolazione della Tuscia meridionale. La loro origine non è certa. Secondo alcuni si trattava di una popolazione autoctona, mentre altre teorie li individuano come popolo indoeuropeo migrato lungo la direttrice nord-sud della costa occidentale della penisola italiana, in epoca antecedente la discesa di altre popolazioni indo-europee. Della loro lingua ci sono giunte un centinaio di iscrizioni datate dal VII al II secolo a.C. e che sono scritte in un alfabeto (sia destrorso ora sinistrorso) molto simile all'alfabeto latino, caratteristica che li differenziava dagli Etruschi. Il loro città capoluogo era Falerii, l’odierna Civita Castellana, ed esisteva già nella prima età del Ferro (IX sec.). Con Fidene nel 437-36 a.C. era in lotta contro Roma, nel 395 fu sconfitta da Furio Camillo. Nel 293 prese parte alla sollevazione etrusca contro Roma, ma nel 241 fu distrutta e i suoi abitanti furono deportati in un vicino sito pianeggiante (Falerii Novi). La cinta muraria della nuova Falerii Novi, in notevole stato di conservazione, era munita di 50 torri difensive e 9 porte di accesso. La capitale dei Falisci pur ditrutta ha restituito numerosi santuari i cui arredi fittili costituiscono l'esempio più completo di decorazione templare italica. L'esposizione è distribuita in 9 sale e 40 vetrine, allestite all'interno delle stanze papali al primo piano (il piano nobile), dove è ancora possibile ammirare tracce di affreschi. Nel museo oltre ai materiali provenienti dall’area di Civita Castellana sono conservati i corredi provenienti da varie necropoli dell'Agro Falisco. Il principale allestimento fu completato nel 1985 e nelle sale è ordinato secondo criteri di ordine topografico (cioè per siti di provenienza dei materiali) e cronologico. Grande parte è costituita come detto dai materiali provenienti dalle numerose necropoli del centro principale del territorio, Falerii Veteres, con le sue importanti produzioni ceramiche, dalle più antiche in impasto con decorazioni graffite e plastiche a quelle più recenti a vernice nera, argentata, dipinta e a figure rosse. Bellissime le terrecotte architettoniche e votive provenienti dai numerosi santuari della città. Tra le curiosità si segnala il teschio con protesi dentaria in oro. Non meno significativi sono i reperti provenienti dagli altri importanti siti falisci, quali Corchiano, Vignanello, Nepi e Narce. Soprattutto da Narce provengono le testimonianze di ricche sepolture, come quella della “Principessa di Narce”, ricca di gioielli preziosi per fattura e provenienza: testine di scimmia di produzione fenicia, riproduzioni di piccoli animali di provenienza egizia, perle di ambra del Baltico. E poi vaghi di collana in pasta vitrea, armille in bronzo, spilloni, fibbie, orecchini, cinturoni. Sempre provenienti da Narce si possono ammirare nel museo ricche sepolture dell’VIII e VII sec .a.C., con ricca oreficeria, vasellame di bronzo, armi e alcune tra le più antiche ceramiche greche di importazione. Tra i reperti più significativi si segnalano le sepolture in tronco di quercia provenienti da Falerii, della metà del VII sec.a.C., ricostruite interamente nel museo ed un carro da cerimonia in bronzo, ricostruito dopo il suo ritrovamento con l’utilizzo di altri materiali bronzei ritrovati nella stessa sepoltura.

Da vedere nel territorio di Civita Castellana:

Il Borghetto o Castello di Andosilla

Da non perdere:

Il video del Forte Sangallo

 

Commenti

There are no comments yet×

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

C'è un Tesoro in ogni dove
Scopri la nostra Mappa Interattiva

Associazione Sportiva Dilettantistica e Culturale "Tesori del Lazio" - © Tutti i diritti riservati -
C.F. 97678830585 - Via Laura Mantegazza 45 - 00152 ROMA - Fax 06 99335415 - Iscriz. n. 164063 del Registro Nazionale CONI e Affiliata CSEN

web design Easy Grafica