L’incastellamento nel Lazio: la Valle del Licenza

18 Dic 2017 Escursioni Lazio Max
           

Il fenomeno dell'incastellamento medievale nel Lazio: la Valle del Licenza

Per incastellamento medievale si intende il processo di accentramento delle popolazioni avvenuto nella penisola italiana tra il X e il XIII secolo con lo scopo di sottrarsi alle nuove ondate di invasioni saracene, ungare e normanne. Con la costruzione di castelli fortificati (o castra) intorno ai quali le popolazioni locali si vanno a rifugiare avviene l'abbandono della distribuzione abitativa diffusa sul territori, sino ad arrivare nel tempo all nascita di centri abitati interamente fortificati.

Lo sfacelo dell'impero carolingio, non in grado di contenere le nuove invasioni di barbari e arabi, costrinse i poteri locali, lasciati soli dall'istituzione imperiale, a organizzare da soli la propria difesa. I castelli nacquero spesso riutilizzando fortificazioni precedentemente costruite. I nuovi castelli erano spesso posti lontano dalle vie di comunicazione ed in posizioni elevate suggerite dalla conformazione naturale, e scelte in modo da costituire un rifugio per gli abitanti delle zone vicine. Il proprietario del castello poteva essere un signore indipendente oppure un suo delegato. I castelli, specialmente quelli costruiti in zone impervie, erano costruiti non tanto con criteri di assoluta imprendibilità, quanto per offrire la resistenza sufficiente a contrastare le incursioni di truppe non dotate di armi da assedio pesante.

Nella Valle del Licenza, zona situata a nord-est di Roma nel cuore del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili, sono presenti 5 castra ancora abitati: Civitella, Licenza, Orvinio, Percile e Roccagiovine; 4 invece sono i castra abbandonati o scomparsi: Petra Demone, Castel del Lago, Spogna e Macla.

Della zona in oggetto non si sono conservate carte storiche, che avrebbero permesso di datare con molta precisione la nascita dei castelli. Per questo ci si affida alle tracce lasciate da contratti e atti per risalire alla loro fondazione. In questo caso quelli presenti nel Regesto di Farfa. Attraverso il Regesto si può risalire al momento in cui con certezza un castello era già pienamente funzionante, poiché definito nelle fonti con i termini castrum, castellum o rocca.

La maggior parte dei siti (Castel del Lago, Macla, Petra Demone, Civitella e Licenza) risulta essere certamente castello nell'XI secolo. Per Spogna, Orvinio e Percile, il loro toponimo viene definito "castrum" solo nel XII secolo (anche se questo non esclude che siano stati fondati prima). Solo per Roccagiovine si ha la certezza che la sua fondazione “recente” si possa far risalire al XIII secolo.

Nel XI secolo quindi il fenomeno dell’incastellamento è ormai una realtà della valle. Questo però non costituì probabilmente una netta rottura con le forme insediative precedenti. I documenti testimoniano infatti una contemporaneità con insediamenti sparsi, e i dintorni del castello dovevano essere caratterizzati da una serie di casali, fondi, proprietà, terre, vigne e chiese rustiche.

La datazione storica degli insediamenti attraverso lo studio archeologico risulta piuttosto incerta e circoscrivibile solo allo studio delle murature e delle tecniche costruttive. Nel caso dei castelli scomparsi della valle del Licenza tutte le presenze archeologiche sono realizzate con pietra calcarea locale, con lavorazione ridotta al minimo.

Si tratta infatti nella maggior parte dei casi di bozze calcaree, ovvero pietre di forma arrotondata molto grezze con sbozzamento grossolano utile a renderle adatte all’utilizzo nei paramenti murari. Questa scelta consentiva sia un minore dispendio di energia nella lavorazione dei pezzi, sia un vantaggio a livello economico, poiché il materiale era direttamente reperito in situ e non erano necessari quindi grandi spostamenti da altre zone. Le tecniche edilizie utilizzate in tutti i siti della valle si differenziano poco. Alcune differenze possono essere individuate nella presenza o meno di zeppe nella muratura, cioè dell'inserimento negli spazi troppo grandi lasciati dalle bozze calcaree di laterizi o frammenti di altro materiale. Oppure dal tipo di malta utilizzata o dalla ricerca di orizzontalità nella posa in opera delle bozze. Le stesse tecniche edilizie sono utilizzate in molti casi dal X al XV secolo e quindi difficilmente consentono una datazione assoluta, quanto piuttosto una datazione relativa tra le varie strutture.

Da vedere poco lontano i Castello Theodoli  a Sambuci.   Tratto da Wikipedia e da "L’incastellamento nella valle del Licenza" di Martina Bernardi

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